«Libia, no alla soluzione militare»
Una battuta sul centrodestra: «È più complicato del Medio Oriente»
Si deve alla profonda amicizia che lega il cavalier Paolo Bruni a Pier Ferdinando Casini se l'altra sera all'Istituto Vergani il presidente della Commissione Affari Esteri del Senato è stato ospite dell'intermeeting promosso dal Lions Club Portomaggiore-S.Giorgio, durante il quale ha affrontato il tema: "Dal Mediterraneo, quali sfide per l'Italia?". Un argomento particolarmente attuale sul quale Casini ha riflettuto a voce alta, partendo dalle “primavere arabe”. «Dopo tutte le speranze che avevamo avuto di portare la libertà, abbiamo solamente creato situazioni problematiche per il popolo arabo, soprattutto per l'Egitto. Oggi c'è un Parlamento riconosciuto a Tobruk, Tripoli è aiutato dal Qatar e dalla Turchia, Misurata ha un ingente esercito, poi ci sono diversi gruppi che innalzano la bandiera nera dell'Isis. La realtà è che se non si passa per una vera concertazione politica, non ci sarà una soluzione».
La politica estera per Casini va fatta con molta prudenza e il presidente americano Bush sbagliò moltissimo quando pensò di imporre la sua democrazia in un paese come l’Iraq dalle tradizioni politiche completamente diverse. E anche in Libia si è scoperto che non bastava deporre Gheddafi per trovare soluzioni ai problemi interni e a quelli del Mediterraneo.
Il dirigente dell’Udc ha parlato poi del problema dei barconi carichi di persone che salpano dalle coste africane, libiche in particolare. «Una situazione drammatica come quella degli emigranti, non ci deve solo commuovere ma far riflettere, perché dietro a questi disgraziati c'è una criminalità organizzata che sfrutta e spesso provoca proprio le tragedie del mare. Ha fatto bene Renzi a cambiare l'impostazione di "Mare nostrum" ma se fosse possibile, la soluzione potrebbe essere quella che fu adottata con l'Albania; la Libia però è un altro paese e non ha un governo con cui trattare». Casini ha escluso infine che un intervento militare possa essere risolutivo, sottolineando che in Europa non vi è una politica vera sul Mediterraneo, come ha dimostrato l'atteggiamento di chiusura verso la Turchia.
Casini ha chiuso con una frase spiritosa dedicata alla ingarbugliata situazione politica italiana: «Il futuro del centrodestra - ha detto - è più complicato della pace in Medio Oriente».
Margherita Goberti
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