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«Rifugiati, aiuto per i disabili mentali»

«Rifugiati, aiuto per i disabili mentali»

Sapigni (Comune) difende la coop Camelot: partecipa alle spese per l’ospitalità. E sfida l’opposizione: nuovi impegni

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L’assessore Chiara Sapigni non solo difende l’asse con la coop Camelot per l’accoglienza dei rifugiati, che ha portato nei giorni scorsi altri 700mila euro di risorse ministeriali, ma rilancia. «Verranno adottati altri atti per proseguire, con serietà e responsabilità, nell’ampliamento del progetto Sprar per l’ospitalità di persone vulnerabili con disagio mentale: un impegno che vuole contribuisce a costruire e a rafforzare una cultura dell'accoglienza della nostra comunità. Se l’opposizione vorrà preparare altre interpellanze o manifestazioni contro l’accoglienza avrà il tempo per prepararsi» è la puntuta conclusione della nota con la quale Sapigni ha inteso rispondere ai reiterati affondi anti-Camelot del centrodestra, ultimo in ordine di tempo il sit in di Fratelli d’Italia di fronte alla sede delal cooperativa. La nota ricostruisce la storia del progetto dei richiedenti asilo, che è precedente alle varie emergenze profughi nordafricani gestiti con altri strumenti dal ministero. Il filone-Camelot si apre nel 2006 con la candidatura avanzata dal Comune ai bandi ministeriali «per garantire l’ accoglienza, la formazione e l’integrazione di 64 richiedenti asilo e rifugiati», come prevede l’artic olo 10 della Costituzione. Il bando chiedeva esplicitamente agli enti locali di essere supportati dal terzo settore per garantire interventi di "accoglienza integrata" che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio: in più servono informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. «Nel rispetto dei criteri definiti dal Ministero, il Comune - precisa Sapigni - ha proposto come ente gestore la cooperativa Camelot che risponde pienamente ai requisiti richiesti. Per questo il Ministero, ha approvato il progetto riconoscendone la congruità e ha garantito le risorse per ognuno dei 3 anni del progetto: 723.287 euro del Ministero a fronte di un costo complessivo annuale di 904.412 euro». Il resto è la quota di compartecipazione richiesta alle amministrazioni e viene «garantita sia dal Comune che dalla Camelot attraverso l’affitto annuale della struttura di via Vallelunga, ore lavoro del personale comunale impegnato nel progetto, spese generali di assistenza a carico della coop». È una risposta diretta a chi chiede di chiede un canone a Camelot in caso produca utili d’impresa. Anche quest’anno, conclude l’assessore, saranno ospitate 64 persone, accolte in diversi comuni della provincia, con azioni per facilitare l’integrazione con la popolazione. (s.c.)

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