Il Pdci ferrarese entra in Sel e dice addio al comunismo
Comitato federale: 23 su 24 d’accordo. Soffritti diventa un alleato del Pd
Quasi tutto il Pdci ferrarese entra ufficialmente in Sel e così anche Roberto Soffritti entra nella maggioranza che sostiene la giunta Tagliani. La decisione, anticipata dall’iscrizione di una ventina di ex Pdci al circolo vendoliano Don Chisciotte nel dicembre scorso, decisiva per far pendere la bilancia in favore della segreteria Felletti contro i “ribelli”, è stata formalizzata giovedì sera con 23 voti favorevoli su 24 al Comitato federale Pdci. «Si ritiene conclusa un’esperienza politica cominciata nel 1998, quando dalla scissione di Rifondazione comunista nacque il nostro partito per sostenere il governo Prodi - scrive Italo Cariani, a questo punto ex segretario Pdci Ferrara - Il mancato raggiungimento del quorum durante le elezioni amministrative ha portato gran parte del Pdci ferrarese a una riflessione dalla quale emerge la volontà di avvicinarsi al Pd, la formazione di governo, per rinnovare la propria incisività politica a favore della comunità e degli iscritti al partito. Essere presenti in giunta comunale con un assessore (la stessa Felletti, ndr), averno uno in Regione e diversi consiglieri in entrambe le istituzioni significa poter partecipare attivamente alla vita politica e prendere parte alle decisioni di governo. I numeri non ci hanno premiato, è un fatto di cui non si può non tenere conto. Chi ha scelto di confluire nell’Altra Emilia rischia di restare invisibile».
Secondo Cariani il successo di Vendola si basa su due parole «cattolico e anticomunista», mentre Renzi «dà la sensazione di fare tutto il possibile per il proseguimento delle riforme promesse, per l’economia del Paese e del suo futuro benessere». Nel corso dell’assemblea, rivela addirittura Cariani, è venuto fuori che «la Cina comunista, pur avendo conseguito dal punto di vista economico dei risultati importantissimi, continua ad avere carenze democratiche molto forti».
La prima mossa degli ex Pdci è lavorare per «costituire al più presto un circolo Sel a Copparo, e lavorare a tavoli tematici quali la cultura e l’agricoltura». Ma ci saranno ricadute anche in consiglio comunale.
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