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IL DRAMMA

Mattia, inspiegabili le ragioni del gesto

Davide Bonesi
Mattia, inspiegabili le ragioni del gesto

Coccanile si interroga sull’accoltellamento del 29enne alla 77enne zia Paola, ancora ricoverata in prognosi riservata

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COCCANILE. Ieri mattina in piazza a Coccanile non si parlava d’altro. Dagli abitanti della frazione copparese davanti ai due bar, ai vari (pochi) negozi rimasti in centro, l’argomento era sempre quello: la tragedia avvenuta venerdì pomeriggio in via Boccati, a poche decine di metri dal centro di Coccanile. Un episodio violento assolutamente insolito per queste zone, che ha destato profonda commozione per le vicende familiari che coinvolgono i due protagonisti, ossia la 77enne Paola Fazzi ed il nipote Mattia Sivieri, di 29 anni.

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L’anziana signora è ancora ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Maggiore di Bologna, dov’era stata trasportata l’altro pomeriggio con l’elisoccorso, partito dal campo sportivo di Coccanile. È stata subito sottoposta ad un delicato intervento d’urgenza ed è monitorata dai sanitari e visitata dai familiari, anche se fa ben sperare il fatto che abbia superato la prima giornata.

Al termine di una lite, sulla quale i carabinieri stanno indagando, Mattia ha accoltellato all’addome con forza l’anziana signora. Questa è uscita e si è accasciata in strada, dove alcuni vicini l’hanno prontamente aiutata, chiamando al contempo il 118. Il giovane invece si è asserragliato in casa, dove lo hanno poi prelevato i carabinieri della Compagnia di Copparo, i quali lo hanno arrestato e portato alla Casa circondariale di Ferrara.

Le persone coinvolte nella tragedia sono parenti e vivono nella stessa abitazione, in due appartamenti separati. In uno la signora Paola (che convive da anni con problemi di cuore) abita con il marito Atus Capatti, soprannominato “Tissi”. I due hanno due figli, entrambi laureati: Nada sposata e residente sempre a Coccanile, e Stefano, che abita nel Copparese. Mattia vive invece è nell’altro appartamento con il papà Michele, ex operaio del Latte Ala, rimasto senza lavoro alcuni anni fa, quando chiuse l’azienda di Copparo.

Quella di Mattia è stata una vita sicuramente sfortunata, come ricordano anche i vicini di casa e gli abitanti di Coccanile. Papà Michele e la madre (residente in provincia di Ferrara) si separarono infatti quando era piccolo e il tribunale decise di affidare il piccolo al padre ed alla nonna, che di fatto fece le veci della madre, aiutata dalla figlia Paola. Alla morte della nonna, la signora Fazzi è diventata l’unica donna di casa, aiutando per quanto le fosse possibile il fratello Michele ed il nipote Mattia.

Quest’ultimo aveva una vita normalissima, iscritto alla difficile Facoltà di ingegneria (ha conseguito 18 esami) e con tanti amici. Poi alcuni anni fa l’ennesimo episodio avverso della propria vita, un ictus, che gli ha paralizzato una parte del corpo. Poco alla volta Mattia ha ridotto l’impegno scolastico e le uscite con gli amici, chiudendosi sempre su se stesso. A Coccanile lo si vedeva tutti i giorni fare delle passeggiate fino a Cesta, poi il padre gli ha regalato una Fiat 500 rossa fiammante che utilizzava per sporadici viaggi.

«Salutava sempre - dicono alcune persone in piazza a Coccanile -, ma non si fermava a parlare. Davvero un fatto inspiegabile quello successo: Paola era un po’ “invadente”, ma era la donna di casa ed aiutava sempre fratello e nipote». «Non conosco la famiglia - aggiunge don Piergiorgio -, però Paola veniva sempre a messa. Una donna attiva, magari un po’ chiacchierona, ma so che aiutava tanto in casa, così come i due figli».

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