Vitellio al Pd: «Non sarò un segretario tranquillo»
La giusta rotta: «Voglio un partito che sia democratico ma anche di sinistra» Sicurezza e legalità: «Basta tappare la bocca a chi dentro di noi ne parla»
Anita si è già espressa: 100% e quattro delegati tutti per Luigi Vitellio. Non andrà sempre così liscia, ma questa è “la giusta rotta” secondo l’aspirante segretario Pd e lo slogan per la campagna varata al Wunderkammer di via Darsena, accanto al Volano. Navigabilità così così, quindi via col fiducioso motto marinaresco: “Salpiamo verso il futuro”.
«Questo congresso – dice il 32enne originario di Lecce -, sarà combattuto, cosa nuova per noi: ci renderà più forti». Vitellio vuole scrollarsi di dosso l’immagine di “continuista” affibbiatagli dallo sfidante Nicola Minarelli. Parte l’avviso: “Non votate per me se volete un segretario “tranquillo” con il resto dei dirigenti o se cercate qualcuno per cui tutto va bene così». In sala si nota una caravella affollata. Alle estremità di poppa e prua, il renzianissimo primo cittadino di Berra Eric Zaghini e gli ex Pdci (ora Sel) Soffritti e Cariani. I sindaci Tagliani (Ferrara), Rossi (Copparo), Paron (Vigarano), Fiorentini (Argenta), Giannini (Ro) e Mucchi (Fiscaglia). Ecco i deputati Bratti e Boldrini, l’ex consigliere regionale Montanari. I socialisti Campana e Uba. Guai però a parlare troppo di schieramenti interni, Renzi, Civati e Cuperlo (che Vitellio appoggiò alle primarie). «I congressi quando sono finiti si chiudono, oggi siamo tutti del Pd con pari dignità» è la nota neppure troppo a margine.
Il partito sia «stella polare e i circoli non si guardino l’ombelico: un iscritto in più non conta, se non sono luoghi in cui non si discute di temi concreti e non si crea classe dirigente adeguata. Nelle aziende partecipate dobbiamo mettere persone con le competenze necessarie». Il Pd, continua Vitellio, sia democratico ma anche “di sinistra”. Senza nostalgie. «Sindacati e imprenditori sono nostri interlocutori, ma non posso fare l’accordo solo con i primi: se non c’è lavoro, che è ciò che la gente più ci chiede, non ci sono nemmeno diritti da difendere». C’è chi vede la sfida con Minarelli come una contrapposizione tra città e provincia. «Macché - nega Vitellio -, chi si candida a segretario deve essere pronto a farlo da piazza del Guercino alle valli di Comacchio». Importanti le Unioni dei Comuni: «Devono essere comunità forti e coese: chi non la pensa così non è del Pd».
Temi centrali, legalità (con presa di distanza dal candidato governatore campano De Luca) e sicurezza: «In passato abbiamo tappato la bocca a chi dentro di noi ne parlava, regalando l’argomento alla destra e facendo di Alan Fabbri un grande elettore (nel senso che ha partecipato al voto per eleggere il nuovo presidente della Repubblica): non succeda più». Il segretario uscente Calvano attacca i leghisti (“un giorno chiedono di mettere i crocifissi nelle aule e un altro vogliono lasciare i bambini nei barconi”), poi ribadisce l’appoggio a Vitellio: «In lui c’è passione e autonomia. Questa sala è il frutto del lavoro di questi anni: Gigi non lo disperderà».
Fabio Terminali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
