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Cento, il “funerale” goliardico chiude il Carnevale ritrovato

 Cento, il “funerale” goliardico chiude il Carnevale ritrovato

CENTO. Marcia funebre, cerini accesi e “lacrime”, venerdì sera per la scomparsa dei Mazalora e delle società carnevalesche sconfitte nel Carnevale di Cento 2015. A mettere in scena il goliardico...

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CENTO. Marcia funebre, cerini accesi e “lacrime”, venerdì sera per la scomparsa dei Mazalora e delle società carnevalesche sconfitte nel Carnevale di Cento 2015. A mettere in scena il goliardico funerale, tradizione della manifestazione centese, la società vincitrice: il Risveglio. Molta gente e tutti (o quasi) i protagonisti delle sfilate, si sono ritrovati ai piedi della Rocca per la pittoresca processione, aperta dalla banda G. Verdi di Cento, poi il patron Ivano Manservisi, le maschere di Tasi e del Guercino, la lapide dedicata ai Mazzalora (secondi) su cui, giocando sul titolo del carro, era scritto:“Nonostante tutto non è rimasta più a galla”. Protagonista del corteo, il gruppo del Risveglio, in testa il presidente Giancarlo “Buco” Dinelli e con Roberto Govoni (detto Beruschi), e le sue ironiche “zirudele” sulle altre società. Un tocco di allegria, per dare una calcio alle polemiche: senza carro per colpa di un “muletto difettoso” I Ragazzi del Guercino hanno sfilato orgogliosi con il piccolo carro “Il paradiso dei bambini”. Un grazie alla nuova società “Topelli”, formata da Ribelli, che ha subappaltato il carro ai Toponi, dimenticando però a casa gettito e palloni. Per la simpatia e la furbizia, uno “Sculason” per Lolli del Riscatto per la bella coreografia, ma questa volta hanno premiato i movimenti. «Dopo aver sfilato a Comacchio e aver raccontato la favola dei 40 ladroni - ironizza la zirudela - ai Mazalora di Corporeno, con un carro ispirato ad una favola russa, una domanda: dov'è l'altra metà del carro, nascosta sotto un fienile o in sfilata sotto un altro campanile?». L'allegra e canzonatoria cerimonia - evidenzia Buco Dinelli - «è stata dedicata proprio a loro, peccato siano gli unici a essere assenti». Con un grazie a Ivano e Riccardo Manservisi e ad Ente Territorio per aver riportato in pista il carnevale, il tradizionale funerale si è concluso con il gettito e una sorpresa: i fuochi artificiali.

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