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La sua giornata di lavoro iniziava alle 7.30

La sua giornata di lavoro iniziava alle 7.30

La testimonianza scritta per la “Nuova” nel 1993: «Che soddisfazione risolvere i problemi del Paese»

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Nel 2009 Nino Cristofori scrisse per la “Nuova Ferrara” un contributo in occasione dei 20 anni del nostro giornale, offrendo una testimonianza della sua vita e della sua attività politica nel 1993 quando, scriveva, «ricoprivo, allora, la responsabilità del Ministero del Lavoro, quale titolare, dopo una serie di esperienze in diversi incarichi come Sottosegretario in vari Ministeri». Fu l’incarico nel quale «ho avuto le maggiori soddisfazioni della mia attività politica, durata venticinque anni come deputato, con molte responsabilità. È stato un incarico molto pres sante, pieno di impegni, non solo di rappresentanza nella Comunità Europea».

Era solito, aveva sottolineato, cominciare la sua giornata molto presto: «Avevo da tempo l'appartamento accanto al Ministero (una fortuna!) perché dormivo molto poco, sia per le vertenze sindacali che mi tratteneva no a lungo, sia per la mia abitudine di iniziare il lavoro alle 7.30 del mattino». A tenerlo impegnato, soprattutto le riunioni con le forze sociali: Confindustria, Confcommercio, le organizzazioni degli artigiani e anche singoli imprenditori: «Una vita abbastanza complicata, ma piena di soddisfazioni sul piano morale. Risolvere i problemi del nostro Paese, non può che dare tanta soddisfazione, per chi ha scelto la politica per missione»

Proprio in quel periodo, attraversato dal terremoto di Tangentopoli, Cristofori assistette al crollo della Dc: «Ho vissuto un momento difficile. Ho sofferto molto, perché fin da ragazzo, mi ero iscritto al partito con entusiasmo, percorrendo le varie tappe, favorito dal dottor Guido Zanardi, che per me è una persona indimenticabile».

Così, sei anni fa - un tempo che appare oggi molto più lontano - Cristofori leggeva e interpretava la situazione storica e politica italiana: « A mio modo di vedere, siamo in una fase storica di cambiamento delle regole della democrazia, come dimostra il bipartitismo incalzante, che non lascia spazio alle piccole formazioni politiche pur rappresentando opinioni presenti nel Paese. Credo che il sistema elettorale vada modificato radicalmente, soprattutto conoscendo la scelta delle persone che concorrono nella lista elettorale. Sento, anche per le Europee che si vorrebbe eliminare la preferenza. Tutto questo è sbagliato»

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