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Acer, anziani soli a rischio sfratto

Acer, anziani soli a rischio sfratto

Fornasini (Fi) interpella il sindaco sul tema del sottoutilizzo: «Segnalati vari casi»

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FERRARA - Gli anziani che vivono negli alloggi Acer fino a che punto rischiano di essere trasferiti perché la loro abitazione risulta sottoutilizzata?

È quello che si chiede il consigliere comunale di Forza Italia Matteo Fornasini in un’interpellanza al sindaco. L’interrogativo, spiega, nasce dalle notizie «allarmanti» circa diversi provvedimenti di mobilità adottati in vari Comuni nei confronti di assegnatari che si trovano nella condizione di sottoutilizzo dell’alloggio Acer». Il tema del sottoutilizzo, e dello strumento di mobilità, è oggetto di una legge regionale che risale ormai a 14 anni fa (la 24 del 2001): e allora come mai, si chiede ancora il consigliere, finora non è mai stata applicata?

La legge, ricorda Fornasini, fa riferimento a situazioni di «grave» sottoutilizzo e si preoccupa di garantire «il rispetto di alcuni diritti fondamentali, ovvero trasferire l’assegnatario nello stesso edificio di edilizia popolare» e, quando non è possibile, assecondare le esigenze dell’assegnatario scegliendo un quartiere da lui indicato. La legge del 2001 però, sottolinea il consigliere, è stata modificata nel 2013 introducendo la decadenza e lo sfratto di quegli assegnatari che abbiano rifiutato per due volte la mobilità. Spetta però ai Comuni, dice sempre la legge, dotarsi dei regolamenti per stabilire cosa si intenda per “grave sottoutilizzo”, come individuare le alternative e chi debba coprire le spese per il trasloco e i nuovi allacciamenti.

Questioni tutt’altro che secondarie, rileva Fornasini, se si considera che a rischiare di finire nell’imbuto del sottoutilizzo sono soprattutto le persone anziane rimaste sole dopo una vedovanza o dopo l’uscita di casa dei figli, «a tutto vantaggio dei nuclei numerosi di immigrati». Infatti «lo sradicamento dal tessuto sociale nel quale tantissimi anziani hanno vissuto per decenni, nel quale hanno allacciato una rete di rapporti umani, rappresenterebbe sicuramente un problema morale non facile da ignorare». Aspetti che l’amministrazione, incalza Fornasini, non può tralasciare «in nome della fredda logica dei costi», nè «scaricare gli effetti della crisi principalmente sui pensionati soli». Al Comune dunque il consigliere forzista chiede di fare chiarezza sulle scelte che intende adottare «rispetto a un’operazione che, se condotta in porto, rischierebbe di devastare letteralmente la vita di centinaia di persone anziane sole, le quali sarebbero costrette a traslocare o addirittura venire sfrattate».

Altri nodi da sciogliere, quelli degli eventuali «correttivi» da adottare, dei costi del trasloco e la necessità di aprire un confronto sul tema in sede di tavolo provinciale delle politiche abitative per «evitare conflittualità con gli utenti e con i sindacati degli inquilini».

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