«Dignità e salute per ogni donna»
Ieri il convegno dell’Udi sull’applicazione della legge 194 sull’aborto
«La nostra battaglia continua per affermare la dignità e la salute della donna» spiega ai presenti Luana Vecchi aprendo il convegno ieri pomeriggio sulla ricerca su «Applicazione e verifica della legge 194» che ha visto la partecipazione di Alessanda Kustermann, primaria della clinica Mangiagalli di Milano, Giuditta Brunelli, docente di diritto a Unife, e Carlo Flamigni, ginecologo e membro del comitato nazionale di bioetica. L'indagine è stata svolta dal Gruppo Salute Donna, con il contributo di Anna Siniscalchi, moderatrice dell'incontro, Loredana Bondi e molte altre, che hanno realizzato una ricerca per fotografare l'applicazione della legge. Punti chiave del convegno sono stati l'elevata incidenza dei medici obiettori di coscienza e il corretto funzionamento dei consultori giovanili e familiari nella nostra provincia e l'educazione sessuale tra i più giovani, punto di partenza per una corretta conoscenza e prevenzione dell'aborto. «Non voglio vivere in un mondo dove i diritti vadano urlati - ha affermato la Kustermann - il primo obiettivo della legge è la tutela alla maternità, e l'aborto ne è una faccia. Non si può dividere il mondo in buoni e cattivi: obiettare è un diritto, ma si devono salvaguardare anche i diritti delle pazienti». Dal punto di vista giuridico, poco è cambiato, come ha sottolineato Giuditta Brunelli, dal momento dell’emanazione di un alegge, la 194, soggetta a continua delegittimazione e depotenziamento. L'associazione Udi, con questo convegno, ricorda l'importanza di essere sempre in prima linea nella diffusione di una cultura di controllo consapevole della maternità.
Irene Lodi