La Nuova Ferrara

Ferrara

dalla famiglia e dall’arcivescovo

Due volte grazie al parroco don Andrea

Due volte grazie al parroco don Andrea

I figli: «Papà ha speso la vita per la politica e ci ha insegnato il grande valore dell’umiltà»

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La numerosa famiglia di Nino Cristofori e di Carla Calessi (la moglie è morta nel 2008), formata da sei figli e tanti nipoti, ha di fatto concelebrato la messa insieme al vescovo e ai cinque sacerdoti: il parroco Andrea Zerbini, Antonio Bentivoglio, Umberto Poli, Renzo Benati, Domenico Bedin, più il diacono Emanuele Pirani. Alle letture si sono avvicendati i figli Marco e Tommaso Cristofori; per la preghiera dei fedeli sono saliti sull’altare la figlia Paola (moglie di Tagliani) e Giuliano, marito di Nicoletta Cristofori. La famiglia Cristofori ha voluto ringraziare pubblicamente il parroco don Andrea per come in questi mesi e anni è stato vicino a Nino Cristofori e ai suoi parenti; gli hanno anche fatto gli auguri: «Oggi è il suo compleanno, avremmo voluto farglieli in un altra circostanza...».

Don Andrea è stato ringraziato anche dal vescovo. Doveva essere il parroco, infatti, a celebrare la messa, anche la famiglia Cristofori ci teneva. Ma ci teneva anche il vescovo, come ha detto lo stesso Negri: «Non era scontato, sapete, che la mia richiesta venisse accolta. Per questo ringrazio Andrea, un prete che ha la virtù dell’obbedienza».

Finita la messa Giorgio Cristofori - dopo aver ringraziato «tutte le persone che ci sono state vicine e ci hanno sostenuto» ha tratteggiato il profilo del padre a nome anche degli altri cinque fratelli Marco, Tommaso, Paola, Nicoletta e Andrea. Lo ha ricordato come un uomo che ha speso «la sua vita per la politica, che per lui era servizio al prossimo», un servizio prestato «con generosità, lealtà, onestà e a volte anche con ingenuità». A noi figli - ha detto Giorgio - ha insegnato soprattutto «quel grande valore che è l’umiltà, spero che in noi non venga mai a mancare». Poi è stato il parroco don Andrea a parlare di Cristofori: un uomo forte che è stato progressivamente «costretto all’immobilità e al silenzio. Ma anche quando non parlava quasi più continuava a dire una sola parola quando ci si congedava da lui: grazie, grazie. E quando non ha potuto più dire nemmeno questo continuava a dire grazie con gli occhi e lo sguardo». Per don Andrea quella supplica esprime la prossimità al Dio di Gesù e costituisce anche un dono per il quale «ringrazio lui e la sua famiglia».

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