Il vescovo celebra Nino e cita Gramsci
Negri parla ai cristiani impegnati in politica: «Fate come lui, difendete i diritti di Dio e della Chiesa. Anche in forme nuove»
“Una generazione che deprime la generazione precedente, che non riesce a vederne le grandezze e il significato necessario, non può che essere meschina e senza fiducia in se stessa, anche se assume pose gladiatorie e smania per la grandezza”. L’arcivescovo Luigi Negri ha scelto questo pensiero di Antonio Gramsci - «uno che non è della nostra parrocchia anche se avrei voluto che uomini così vi appartenessero» - per ammonire i cristiani impegnati in politica che affollavano la chiesa di Santa Francesca Romana, in particolare coloro che hanno o si apprestano ad avere ruoli di prima responsabilità.
Monsignor Negri ha presentato Nino Cristofori come un esempio da seguire: «È stato un uomo di Dio» che ha trasfuso la sua testimonianza di fede non solo tra le pareti di casa e nell’ambito familiare, ma nella quotidiana azione politica, legislativa, parlamentare. Si guarda bene Negri dal dire che Cristofori ha applicato unicamente le leggi di Dio, ma insiste sul fatto che «ha difeso i diritti di Dio», che grazie a uomini come lui si è scongiurato il rischio che fossero «estromessi o svalorizzati», si è impedito che i «diritti della Chiesa e del suo popoli, il diritto alla libertà dei cristiani venissero emarginati».
Cristofori - aggiunge il vescovo - ha avuto anche il merito di svolgere questa funzione politica di servizio al suo Dio e al suo Paese «senza velleità egemoniche e senza inutili dimissioni» dalle proprie responsabilità». E anche quando era ai vertici del potere «non ha dimenticato di essere figlio della famosa e grande città di Ferrara» e «questa sua azione indifessa per la sua città si è concretizzata in opere che voi tutti ben conoscete».
È a questo punto della narrazione che Negri ha inserito la riflessione di Gramsci tratta dal 28º dei “Quaderni dal carcere” e rintracciabile nella collezione “Passato e presente”. Il vescovo è preoccupato e non solo per le sorti della politica di oggi che calpesta a cuor leggero la tradizione di ieri: «Questa tentazione - afferma con un filo di ruvidezza - è presente anche nella Chiesa».
Ma l’omelia che celebra «Nino uomo di Dio» è rivolta ai politici cristiani (ed ex democristiani) ed è a loro che torna a rivolgersi Negri invitando a raccogliere il testimone che Cristofori «vi consegna e ci consegna». Non ha intenzione di apparire nostalgico monsignor Negri e precisa che la pratica politica di un uomo di fede «certo può assumere forme nuove» perché «tradizione non vuol dire pura ripetizione, la tradizione si rivive nel presente, altrimenti noi saremmo dei custodi archeologici».
Pur gravato dal “pessimismo dell’intelligenza” Negri cerca conforto nell’”ottimismo della volontà” e termina così la predica«: «Finché ci saranno uomini come Cristofori e qualcuno in grado di raccogliere» il suo insegnamento «il presente e il futuro non saranno negativi come a volte abbiamo la tentazione di pensare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
