Mattia non parla e resta in carcere
Intanto migliorano le condizioni dell’anziana zia accoltellata
COCCANILE. Il giovane Mattia Sivieri dovrà rimanere ancora in carcere, mentre la zia Paola Fazzi ha superato la fase critica. Ieri era la giornata in cui si attendeva la convalida dell’arresto del 29enne di Coccanile, che venerdì sera in un momento di follia ha colpito con una forte coltellata all’addome la zia 77enne, trasportata d’urgenza all’ospedale Maggiore di Bologna. Dopo l’intervento immediato nella notte, le condizioni della pensionata sono notevolmente migliorate, come raccontato a Michele, papà di Mattia. La prognosi rimane riservata, ma i sanitari dell’ospedale bolognese confidano di scioglierla a breve, per la gioia del marito Atus Capatti e dei due figli, Nada e Stefano.
Ieri, come detto, era prevista la convalida dell’arresto di Mattia, il cui padre dopo aver preso per alcuni giorni l’avvocato d’ufficio, ha deciso di affidarsi all’avvocato Alberto Bova. Ieri il 29enne è stato nuovamente sentito dalle forze dell’ordine all’interno della Casa Circondariale di via Arginone, ma ancora in evidente stato di choc non ha parlato. Per questo Mattia (che, ricordiamolo, era stato colpito da un ictus alcuni anni fa e per questo è immobilizzato in mezza parte del corpo) dovrà rimanere ancora in carcere, in attesa che venga presa una decisione nei suoi confronti. Ovviamente il miglioramento delle condizioni della zia (da anni unica donna della casa, visto che vive nella stessa palazzina dei Sivieri) depone a favore di Mattia, il quale però è chiamato a spiegare le motivazioni del folle gesto, di cui il giorno dopo diceva di ricordare nulla.
A breve è intanto prevista anche una perizia psichiatrica, per determinare anche lo stato di salute mentale del giovane, iscritto alla facoltà di ingegneria di Ferrara, dove ha già effettuato 18 esami. (d.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
