La Nuova Ferrara

Ferrara

in tribunale

«Mia zia mi picchiava e umiliava»

Le accuse di un ragazzo portano davanti al giudice la parente

2 MINUTI DI LETTURA





Un giorno era scappato di casa e quando l’avevano ritrovato aveva raccontato i fatti che in questi mesi sono al centro di un processo a Ferrara.

«Mia zia mi picchiava e mi offendeva», ha riferito il ragazzo (che all’epoca dei fatti aveva 14-15 anni) agli inquirenti della polizia e agli assistenti sociali che avevano raccolto le sue dichiarazioni. Per questo motivo la parente del giovane ora è accusata del reato di maltrattamenti.

Il ragazzo, che nel frattempo ha raggiunto la maggiore età e non vive più con la zia, è originario di un paese sudamericano. Quando il padre è rientrato in patria, alcuni anni fa, lo ha affidato alla sorella, a Ferrara. Qualche tempo dopo il ragazzino, ancora minorenne, è scappato di casa. La zia ne aveva denunciato la scomparsa, lui era stato rintracciato da un passante in una strada del Veneto. L’uomo lo aveva portato a casa sua e poi lo aveva affidato alle forze dell’ordine.

In un biglietto l’adolescente aveva spiegato, prima della fuga, che si allontanava da Ferrara perché non voleva dare disturbo alla zia. Ma poi agli inquirenti che si occuparono del caso aveva parlato di vessazioni, botte con la cintura e umiliazioni che avrebbe subito dalla donna.

Tutte contestazioni a cui la difesa, rappresentata dall’avvocato Pasquale Messina, ha intenzione di controbattere sottolineando l’inaffidabilità delle dichiarazioni del ragazzo, la cui esperienza sarebbe stata influenzata e condizionata dalle condizioni di vita in Sudamerica, prima del trasferimento in Italia. Il processo riprenderà a maggio, quando probabilmente si svolgerà la discussione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google