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Per Ombretta una casa finalmente senza barriere

Per Ombretta una casa finalmente senza barriere

Ammalata da anni, viveva in un alloggio da cui non era in grado di uscire da sola «Grazie all’assessore Manderioli e agli uffici ho una nuova sistemazione»

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CENTO. «Sono davvero felice per questa nuova casa. È proprio adatta a me. Ringrazio l'assessore Manderioli e tutto l'ufficio casa del Comune». È molto contenta, Ombretta Romanini, centese di 64 anni costretta da alcuni anni, a causa della sclerosi multipla, sulla sedia a rotelle. Prima Ombretta viveva in un appartamento nel seminterrato di una palazzina in via Giordano, abitazione che, per la sua struttura, conteneva per Ombretta, insormontabili difficoltà. Subito dopo la porta d'entrata infatti, per raggiungere la cucina e le stanze da letto, era necessario scendere due scalini anche piuttosto ripidi. Una barriera, per lei con effettivi problemi fisici, che le rendeva impossibile uscire dalla propria abitazione, se non con l'aiuto del figlio o del cognato. Nel 2013, i servizi sociali si erano attivati per acquistare un monta-scale. Ma con il passare del tempo e con il peggioramento della malattia, l'idea di fornire Ombretta di un sussidio meccanico per superare le scale, si è rivelata inutile. Da qui, la ricerca di una nuova sistemazione adatta alle esigenze della donna. Diversi gli incontri con l'assessore Manderioli e gli operatori dei servizi sociali, al fine di trovare una nuova soluzione, resa ancora più urgente dal fatto che Ombretta, per difficoltà economiche, si è trovata costretta a lasciare l'appartamento di via Giordano. Senza la possibilità di attendere i tempi di una graduatoria per l'accesso alle case popolari, l'assessore ai servizi sociali si è attivato immediatamente per far fronte all'emergenza ed individuare una sistemazione mirata. Ma ecco, a gennaio, la soluzione, frutto di una decisione di giunta. Un appartamento in via Prato Fiorito, che piace anche ad Ombretta: «Abito qui – racconta - in un appartamento delle case popolari dal 7 febbraio. Ci sono l'ascensore, una sala, un cucinotto, una camera, il bagno e un bel terrazzo che dà proprio sulle scuole del Penzale. È la casa che fa per me. Sono molto contenta. Al momento è una soluzione provvisoria, sembra per 2 anni, ma spero diventi definitiva». Da qui, un sentito ringraziamento all'assessore ai servizi alla persona e agli operatori comunali: «Vorrei dire grazie – ribadisce Ombretta - all'assessore Manderioli per la vicinanza dimostrata e lo straordinario impegno messo in campo, e a tutto l'Ufficio Casa del Comune per il lavoro svolto al fine di arrivare a risolvere questo mio grande problema e a raggiungere questo risultato».

Beatrice Barberini

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