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Redditometro nel caos Iscrizioni senza le tariffe

Redditometro nel caos Iscrizioni senza le tariffe

Il Comune non dice quanto si pagherà ma assegna ugualmente i posti infanzia I controlli a tappeto sulle dichiarazioni hanno scoperto parecchie inesattezze

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Doveva essere lo strumento per garantire un accesso più equo ai servizi pubblici, rischia di diventare l’incubo di molte famiglie. Per il momento il nuovo redditometro, Isee in termini tecnici, sta facendo perdere il sonno ai funzionari del Comune, che dovevano applicarlo a partire dall’1 gennaio con le relative ricadute sui contribuenti: calcoli aggiornati per molte tipologie (gli anziani con case di proprietà) e soglie da rivedere al rialzo, per non escludere o far pagare troppi i “ricchi”. Come non detto. Tutto è congelato in attesa di chiarimenti di tipo normativo, ma le conseguenze per i contribuenti interessati alle prestazioni sociali piuttosto che a quelle dell’infanzia, sono ben diverse. «A Ferrara l’Isee non viene usato per l’accesso alle scuole ma solo per determinare le tariffe - è Mauro Vecchi, direttore dell’Istituzione scuola, a parlare - La situazione interpretativa è ancora confusa (il Tar del Lazio ha appena accolto un ricorso contro le norme relative ai disabili, ndr), in queste condizioni non ci è sembrato il caso di applicare i nuovi parametri. Poiché a Ferrara l’Isee viene usato non per determinare l’accesso ai servizi, ma solo per calcolare le tariffe, abbiamo quindi deciso di assegnare ugualmente i posti di nidi e materne, e di approvar e in seguito le tariffe».

In pratica per quasi 8.000 famiglie, quelle di nidi e materna ma anche refezione e trasporto scolastico, si tratterà di sottoscrivere al buio il contratto con il Comune: entro il 10 aprile è prevista l’assegnazione dei posti, poi bisogna dare conferma. Per quanto riguarda i servizi socio-assistenziali, il distretto Centro-nord che comprende sette Comuni, tra i quali il capoluogo, sta cercando di mettere a punto un unico strumento di accesso ai servizi, ma ancora non ci siamo.

Tornando ai servizi scolastici, è ormai conclusa l’operazione di setaccio, non più a campione ma a tappeto, delle dichiarazioni Isee che riguardano, in particolare, parametri come pendolarità, figli, monogenitorialità. «Abbiamo scoperto diverse domande da correggere» si limita ad anticipare Vecchi, e l’impressione è che si stia per abbattere uno tsunami su non pochi contribuenti. La dichiarazione infedele è un vero e proprio falso, ma per quanto riguarda l’aspetto penale della questione il Comune sembra intenzionato ad andare con i piedi di piombo. (s.c.)

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