Ancora le mazzette in Comune
Oggi il processo mai celebrato, il corrotto Passerini accusa i geometri-corruttori
Sarà il processo mai celebrato sulla vicenda di Mazzettopoli, tangenti pagate da tecnici privati ai funzionari pubblici dello Sportello unico per l’edilizia del Comune che ha lasciato tante ombre e dubbi, gli stessi che i giudici hanno sottolineato condannando Massimo Passerini a 3 anni per corruzione e non per concussione (domani, in appello, per lui il processo di secondo grado). Per questo motivo lo stesso Passerini aveva denunciato alla procura per falsa testimonianza e calunnia 5 geometri e tecnici privati che lo avevano accusato di averli ricattati, in parte ingiustamente: per questo motivo dopo esser stato condannato perchè corrotto ha puntato il dito contro i suoi corruttori.
La procura dopo gli accertamenti di rito, però, ha ritenuto non sussistenti le accuse di Passerini e ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta innescata da Passerini stesso con il proprio legale Massimo Bissi. Che ha fatto opposizione all’archiviazione e oggi discuterà davanti al giudice l’intera vicenda. Per questo motivo quello di stamane è il vero processo mai discusso sulla vicenda. Un caso assai intricato in quanto si è discusso sempre sulla distinzione tra concussione e corruzione: poichè in realtà la prassi - provata in parte dai processi e ora avanzata da Passerini e legale - era che i tecnici privati avessero il ruolo di corruttori e non vittime di ricatti. Inchiesta che negli ultimi anni ha appannato non poco l'immagine dei servizi pubblici visto che Passerini non fu l’unico dipendente coinvolto ma anche Gianni Gardenghi e Filippo Turatti, dipendenti del Comune di Ferrara, furono processati e condannati.
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