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Disabili e ospedale: «Situazione da migliorare»

 Disabili e ospedale: «Situazione da migliorare»

Dana: progressi nell’area parcheggi, ma ci sono altri problemi da affrontare

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Sul tavolo del neodirettore generale del Sant’Anna, Tiziano Carradori, arriveranno presto una richiesta d’appuntamento e un plico contenente i dossier del Comitato Ferrara Disabili sulle problematicità che tuttora persistono a Cona per ciò che riguarda l’accoglienza dei portatori di handicap. L’auspicio, condiviso dal Comitato consultivo misto dell’azienda ospedaliera, è che il dialogo (e le soluzioni già messe in campo) instaurato con l’ex dg Gabriele Rinaldi possa proseguire anche nel nuovo corso. Un rapporto facilitato dal sindaco Tagliani, anche tramite l’Ufficio benessere ambientale del Comune.

«Siamo consapevoli che occorre un tempo adeguato per effettuare gli accorgimenti necessari – osserva il portavoce dell’associazione dei disabili, Carlos Dana -, quel che è importante è una tabella di marcia. Certo, molto è stato fatto di recente: sono stati attivati due gruppi di lavoro su queste tematiche e siamo stati coinvolti. All’inizio, quando venne aperto, Cona non era accessibile alle persone disabili, poi è stato invertito un trend».

La situazione è migliorata nel campo dei parcheggi, con l’individuazione di una quarantina di posti auto nell’interrato, collegati al nosocomio tramite un ascensore. Poi, grazie all’installazione di magneti, si è risolto il caso delle porte tagliafuoco che si faticava ad aprire. Restano altri interventi da eseguire.

«Di recente, come ha riferito Rinaldi in una intervista alla Nuova – dice Maurizio Camattari, presidente del Comitato consultivo misto -, la Regione Emilia-Romagna ha stanziato 300mila euro per facilitare i percorsi interni e agevolare anche l’accesso dei disabili. Un paio di anni fa il Criba, un ente della stessa Regione composto da professionisti e che fu impegnato in una consulenza gratuita, fece un lavoro imponente dando un quadro complessivo della situazione».

È questa la bussola da seguire per realizzare i passi ulteriori. Ovvero una segnaletica interna più funzionale, che preveda anche l’assistenza e l’accompagnamento di chi ha handicap motori. Quindi una formazione del personale adeguata a questi compiti di presa in carico dei disabili, fin dal momento della prenotazione. «La formazione è importante per gli utenti ma pure per gli stessi operatori», spiegano i rappresentanti delle associazioni. Rimane poi il problema dei collegamenti, in particolare per la metropolitana di superficie, anche se non riguarda nello specifico l’Azienda ospedaliera: se le rampe per arrivare alla fermata sono a posto, i vagoni non sono accessibili ai disabili vista l’altezza eccessiva del gradino di salita. Infine, un incontro verrà presto richiesto anche alla nuova dg dell’Asl, Paola Bardasi.

Fabio Terminali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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