Libera entra a scuola per raccontare gli orrori della mafia
È iniziato il percorso “100 passi” negli istituti del territorio In viaggio verso la manifestazione del 21 a Bologna
CENTO. Nelle scuole, tra il 18 e il 19 marzo, si pranza con Libera. È già iniziato, attraverso il progetto “100 passi”, il percorso che accompagnerà il Presidio di Libera del Centopievese e tutte le scuole del territorio, in collaborazione con le amministrazioni di Cento, Pieve di Cento e Castello d'Argile, alla manifestazione che si svolgerà il 21 marzo a Bologna, la XX Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia. Un percorso che ha visto protagonista Margherita Asta, che ha incontrato prima a Pieve gli studenti e i giovani del consiglio comunale dei ragazzi, poi a Cento, grazie a un progetto didattico realizzato in collaborazione con l'amministrazione comunale, sabato scorso l'appuntamento con le scuole medie del centese. «Margherita - dice Mara Biondi del Presidio del Centopievese – ha raccontato l'emozionante e struggente storia della sua vita, stravolta dalla morte, per mano mafiosa, della sua mamma e dei suoi fratelli». Poi, prosegue Mara Biondi, che dire di «Gabriella Corsaro, grande soprano, che attraverso il canto di un coro di bambini, rende viva la memoria di suo zio Giuseppe Rechichi stimato, amato e generoso vicepreside di un istituto scolastico di Polistena fino al 4 marzo del 1987 giorno in cui il suo cuore viene fermato da un proiettile vagante sparato da chi un cuore non ce l'ha. Un proiettile che uccide moralmente Vincenzo Luddeni, direttore della Banca Popolare del paese, a cui era destinato l'agguato mafioso». Un grazie speciale poi ad Annarita, figlia di Giuseppe Rechichi, che per la prima volta dalla morte del padre ha incontrato nei giorni scorsi gli studenti dell'Iis Fratelli Taddia e del liceo Cevolani di Cento: «L'attento silenzio dei ragazzi ha sottolineato la tensione emotiva di Annarita che, dopo tanti anni, è riuscita a trasformare il lutto personale, in memoria attiva e impegno collettivo». Molto toccante poi l'esperienza di Nicoletta Polifroni, figlia di Antonino Polifroni (imprenditore, vittima della mafia) che sabato scorso ha incontrato gli studenti delle medie di Cento e alla sera è stato ospite della riuscita serata “Legalità in tavola”. Continua così il percorso di avvicinamento al 21 marzo, con l'impegno del Comune di Cento e di Gemos che, tra il 18 e il 19 marzo, proporranno un pranzo con i prodotti di Libera Terra in tutte le scuole del territorio. Alla manifestazione di Bologna “La verità illumina la giustizia”, Cento ci sarà. Con il Presidio di Libera del Centopievese, il Comune di Cento con il gonfalone, tante associazioni e un gran numero di studenti.
Beatrice Barberini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
