Mazzette sotto il Duomo La procura chiude il caso
Le accuse degli inquirenti per tre concussioni riuscite e una solo tentata Maurizio Palma è stato liberato, Leopoldo Lunadei ancora in cella dopo 3 mesi
Tre mesi di carcere per i due arrestati, gli stessi mesi d’indagine di procura e finanza per far luce sulle mazzette sotto il Duomo, 4 i locali ricattati, due alla fine gli indagati per cui la procura ha chiuso l’inchiesta e notificato l’atto d’accusa. E’ stata una indagine lampo quella che ha visto sotto accusa per concussione e tentata concussione Leopoldo Lunadei, funzionario dell'Agenzia Entrate e Maurizio Palma, rappresentante e per l’accusa suo complice ed emissario, arrestati il 9 dicembre scorso con una mazzetta in mano - Palma sotto il Duomo, Luandei a casa sua - pagata dal titolare di un locale ricattato per controlli fiscali in corso. Il pm Filippo di Benedetto che ha coordinato le indagini della Finanza ha depositato ai legali dei due arrestati l’atto di chiusura indagine. Lorenzo Bramante, il legale di Lunadei, spiega che ora con l’indagine chiusa potrà chiedere la scarcerazione di Lunadei o gli arresti domiciliari: «Sulla posizione processuale del mio assisitito ribadiamo la totale estraneità alle accuse mosse da cui ci difenderemo al processo», spiegava ieri sera il legale. A indagine chiusa, invece, sorride Palma visto che è stato scarcerato ed ora ha solo l’obbligo di dimora. I suoi legali Andrea Marzola e Alberto Bova si dicono soddisfatti della liberazione ed ora affronteranno la fase del processo. Per Lunadei e Palma sono state confermate le accuse che in questi tre mesi si sono susseguite, una dopo l’altra. Le ipotesi contestate sono quelle di aver ricattato quattro attività commerciali in città, chiedendo soldi per chiudere un occhio sui controlli fiscali da parte di Lunadei, funzionario Agenzia entrate: Palma era l’emissario che contattava i titolari dei locali sotto controllo e poi proponeva l’accordo, che dal punto di vista tecnico è diventata concussione: in tre episodi consumate, in uno solo tentata. A dare un contributo importante all’indagine era stato lo stesso Palma nelle dichiarazioni-confessioni a procura e finanza, visto che dopo l’arresto avvenuto in centro a Ferrara, aveva iniziato a collaborare con gli inquirenti.
Daniele Predieri
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