La Nuova Ferrara

Ferrara

ferrara

«Cinque anni per la rapina a Barco»

di Alessandra Mura
«Cinque anni per la rapina a Barco»

Li ha chiesti il pm per due imputati del colpo alla gioielleria Martini. Il terzo patteggia tre anni, per altri due si va al 27

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA

Per due di loro il pubblico ministero Alberto Savino ha chiesto una condanna, in abbreviato, a 5 anni e 4 mesi. Un terzo ha deciso di patteggiare una pena di 3 anni, mentre la posizione degli ultimi due sarà definita al proseguimento dell’udienza preliminare, il 27 marzo.

Si divide il destino processuale dei cinque imputati accusati di rapina ai danni della gioielleria Martini al quartiere Barco: Salvatore Schiano, 40 anni, di Napoli, e Giuseppe Marzano, 50 anni, nato a Napoli ma residente a Rovigo in località Fienil del Turco, hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato e per loro la procura ha chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi. A patteggiare una pena di tre anni è stato invece Raffaele Calise, napoletano di 34 anni, mentre la posizione dei cugini albanesi Flamur e Gerald Hida sarà definita il 27 marzo.

Per Flamur si è trattato di un semplice rinvio tecnico per un difetto di notifica. Per Gerald invece il difensore Salvatore Mirabile aveva chiesto l’abbreviato condizionato alla trascrizione delle conversazioni tra Flamur e la moglie durante le visite in carcere, e che erano state registrate tramite intercettazioni ambientali.

In quei colloqui Flamur si dichiarava preoccupato per il cugino Gerald perché a suo dire era del tutto estraneo alla rapina. Il giudice ha però respinto la richiesta di rito abbreviato condizionato, dunque per Gerald Hida l’udienza preliminare continuerà il 27 marzo, quando il giudice si pronuncerà sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura nonché sulle due richieste di condanna.

La rapina ai danni della gioielleria di via Bentivoglio aveva destato clamore sia per la brutalità dimostrata dai rapinatori, sia per la loro eclatante cattura. Quando, il 15 aprile di un anno fa, la banda entrò in azione alla gioielleria Martini del Barco, non sapeva di essere già seguita dai carabinieri che stavano indagando su altri colpi avvenuti nel Veneto e per i quali sono stati poi aperti procedimenti penali a Vicenza e Rovigo. I malviventi entrarono nel negozio a volto scoperto e disarmati, minacciarono il titolare, un anziano di 82 anni, per costringerlo ad aprire la cassaforte dove erano custoditi i gioielli di maggior valore. Compiuta la razzia, avevano legato il proprietario con il nastro isolante ed erano scappati in auto con un bottino di 20mila euro. Ma ad attenderli c’erano i militari di Este (Padova), Rovigo e Ferrara che avevano preparato il blitz e, mitra spianati, bloccarono e arrestarono il flagrante quattro componenti della banda.

Il quinto arresto (quello appunto di Gerald Hida) avvenne la notte stessa mentre un sesto rapinatore era riuscito a fuggire con la refurtiva, ed è tutt’ora latitante.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google