Acqua, tariffe rincarate e dispersione da record
La pagella di Cittadinanzattiva: siamo al 17º posto tra le città più costose Le tubature perdono il 37% di quanto immesso, solo Parma fa peggio in Emilia
Tariffe in crescita, dispersione idrica tra le più alte della regione. Non è lusinghiera la pagella del servizio idrico cittadino compilata da Cittadinanzattiva, l’associazione che cura da dieci anni una specifica indagine a livello nazionale. Il report riferito al 2014 colloca il capoluogo ferrarese al 17º posto per spesa annua sostenuta dalle famiglie, con 471 euro all’anno (Ravenna, Forlì-Cesena e Reggio Emilia sono davanti, in ogni caso). L’incremento annuale è indicato nel 6.8% contro il 17% delle capoliste Latina e Cuneo, quindi non ai vertici nazionali; rispetto a sette anni fa, però, l’incremento è decisamente più elevato, in quanto siamo al 47,1%. In questo caso il confronto territoriale è difficile, perché non viene indicata una media regionale o nazionale, ma si può certo dire che la maggior parte dei capoluoghi di provincia hanno fatto registrare incrementi maggiori. In ogni caso nel 2007 la spesa media delle famiglie ferraresi per il servizio idrico (potabilizzazione e depurazione) era di 320 euro. Per completezza del raffronto sarebbe necessario conteggiare anche le agevolazioni, presenti nel 56% delle città, ma gli stessi ricercatori ammettono le difficoltà dovute al quadro estremamente variegato. Per quanto riguarda l’intera Emilia, comunque, le agevolazioni possono essere richieste da tutti gli utenti domestici con indicatore Isee uguale o inferiore a 10mila euro. Si tratta di 60 euro per ogni componente del nucleo familiare, con Isee inferiore a 2.500 euro; e 40 euro negli altri casi.
L’altro aspetto evidenziato dalla ricerca è la dispersione idrica, e qui Ferrara ha “raggiunto” la media nazionale, con il 37% dell’acqua immessa nelle tubazioni che va sprecata. Una parificazione poco incoraggiante, visto che storicamente l’indice di dispersione nazionale è sempre stata molto superiore. Vale la pena di ricordare che Hera, nel 2007, aveva calcolato la dispersione nel 34%, in discesa rispetto al 40% di qualche anno prima, ed aveva promesso di ridurlo di un altro paio di punti, grazie agli investimenti in programma. Evidentemente sono saltate fuori negli anni ulteriori problemi, visto che l’indice è aumentato. A livello regionale, il 37% di Ferrara è il secondo peggior dato, dopo il 42% di Parma, mentre Bologna viaggi al 26%, Ravenna al 22% e Piacenza, addirittura, al 14%. L’acqua dispersa va naturalmente ad incidere sui costi complessivi del servizio.
Stefano Ciervo
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