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Equitalia vuole pignorare Sgarbi

Equitalia vuole pignorare Sgarbi

Richiesta alla Camera per il vitalizio da 5.000 euro. Il legale: va ai figli minorenni

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Equitalia ha richiesto il pignoramento del vitalizio parlamentare di Vittorio Sgarbi per un contenzioso fiscale che va avanti da parecchi anni, ma non è detto che lo ottenga. Il vitalizio di circa 5.000 euro al mese, che peraltro può essere pignorato fino alla metà, è infatti da tempo interamente destinato agli assegni di mantenimento dei due figli ancora minorenni. «Non so cosa farà la Camera, che ora deve decidere a chi destinare il vitalizio: è un conflitto aperto con Equitalia - annota il legale di Sgarbi, Giampaolo Cicconi, che ha confermato la notizia diffusa dall’agenzia Ansa - Di sicuro per Sgarbi non cambia nulla». Il critico d’arte aveva già diffuso un commento dello stesso tenore, «non ne so nulla, il vitalizio è ingiusto ma lo ricevo e lo devo prendere e da quando me lo danno va ai miei figli. Ne prendo atto, io il vitalizio non l’ho mai visto, non so com’è fatto». Il contenzioso con Equitalia è così sintetizzato da Cicconi: «C’è una richiesta di pagamento Irap per circa 2-300mila euro che non ha ragione di essere, in quanto Sgarbi non ha dipendenti: solo una colf che non rientra nella sua attività. Faremo ricorso. Il resto del debito fiscale, circa 400mila euro, è dovuto ma stiamo aderendo al condono i cui termini sono riaperti fino al luglio 2015, il piano di rateizzazione è già pronto e quindi non capiamo questa mossa di Equitalia». Il legale del critico d’arte, comunque, ne trae una conferma del fatto che «evidentemente il vitalizio a Sgarbi è dovuto e non va revocato, a dispetto della campagna di stampa diffamatoria, in quanto non è stato condannato per mafia, nè per corruzione, nè per altri reati con pena in concreto maggiore ai due anni, ma a sei mesi e per truffa».

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