Minarelli: questo Pd è poco trasparente
Duello per la segreteria. Del rivale Vitellio dice: «Il suo programma non sono riuscito a leggerlo tutto, pecca di onniscienza»
«Ci sono temi da porre e correzioni da fare. Siamo sempre più convinti della candidatura». Nicola Minarelli, l’antagonista di Luigi Vitellio per la carica di segretario provinciale del Pd, predilige il plurale maiestatis. Con Vitellio deve pareggiare i conti anche in termini di spazio (il suo rivale ebbe mezza pagina della Nuova il 14 febbraio) e deve soprattutto aggiustare il tiro ora che il congresso sta entra nel vivo con le assemblee dei circoli.
Minarelli, lei ha cominciato in salita con il 43-0 del circolo di Anita.
E’ stato un risultato strano, anomalo che è sbagliato enfatizzare.
Ce l’ha con Vitellio e i suoi sostenitori?
Vantarsi di aver preso il 100%...chi si candida a segretario dovrebbe ragionare in modo diverso. Mentre stiamo lavorando a nuovi assetti territoriali istituzionali come le Unioni dei Comuni, dispiace constatare che quel che si fa di giorno non viene sostenuto la sera. Si è persa un’opportunità, resta il valore del progetto. A proposito di vecchie pratiche spiace anche vedere che quattro sindaci chiamino in causa l’Unione Terre e Fiumi.
Allude al sostegno a Vitellio dei sindaci di Berra, Copparo, Ro e Tresigallo?
Sì.
Dove sta il peccato?
Schierare i territori è sbagliato, fa parte delle vecchie logiche che vogliamo superare. Un sindaco può impegnare se stesso, ma dovrebbe avere sempre presente la distinzione tra partito e amministrazione, tanto più in una fase congressuale.
A parte l’aspetto formale, lei ci vede anche dell’opportunismo? Tutti sul carro del possibile vincitore?
Il grosso del gruppo dirigente del Pd di Ferrara pare abbia fatto una scelta in una certa direzione. Il rammarico è che i temi che noi proponiamo sono proprio quelli che vengono quotidianamente sollevati da amministratori e iscritti. Non si capisce perché non si tenga conto di questi segnali. Ce la prendiamo sempre con i livelli superiori che non ascoltano la base, ma il rischio è che a Ferrara capiti la stessa cosa.
A proposito di base, lei nel suo programma parla del recente sondaggi tra gli iscritti al Pd ferrarese...
Ne parlo perchè i risultati sono emblematici e ci consegnano giudizi non lusinghieri. Ci dicono che il Pd ferrarese ha forti problemi dal punto di vista della trasparenza, dell’autorevolezza e della situazione finanziaria. E al futuro segretario chiedono una cosa precisa: una migliore e maggiore organizzazione. Questi sono proprio i temi che portiamo avanti e che abbiamo colto queste settimane negli incontri nei circoli. Servirebbe un po’ di sana autocritica, il che non significa gettare tutto il lavoro di questi anni.
Lei si definisce come “un candidato di rottura” rispetto al passato, cioè rispetto a Calvano. Dove e come vuole cambiare marcia?
I nodi sono quattro. Uno, il gruppo decidente si è ristretto progressivamente, noi siamo per praticare il concetto di squadra larga. Due, il Pd deve tornare a essere protagonista, non lo siamo più nè sui temi nè sullo sviluppo del territorio, di cui si curano gli amministratori ma non il partito.
Rimpianti per quando c’era qualcuno che dettava la linea?
No. C’è però bisogno di un Pd che sappia parlare e coinvolgere le associazioni di categoria, i sindacati, il volontariato e che sia un interlocutore delle amministrazioni. Tre, i circoli sono in difficoltà, c’è bisogno di una nuova organizzazione di questo strumento fondamentale. Quattro, l’aspetto finanziario del Pd preoccupa e va affrontato partendo dal presupposto che prima vengono le dipendenti della Federazione che erogano dei servizi, e dopo i dirigenti politici.
Il suo Pd cosa proprorrebbe per i servizi pubblici locali e per rimediare alla proliferazione della società in provincia?
Si deve andare a una razionalizzazione e semplificazione del quadro delle aziende.
Nel concreto?
Il 2015 deve essere l’anno di svolta sulla gestione dei rifiuti. Ci sono le condizioni perché le tre aziende, Area, Cmv e Soelia, si uniscano in un soggetto più ampio...
E Hera?
La città di Ferrara deciderà che fare entro il 2017 quando scade il contratto di servizio.
Lei ha letto il programma di Vitellio?
Confesso di non averlo letto per intero.
Troppo lungo (qui bisognerebbe vedere la faccia che fa Minarelli) con le sue 47 pagine?
Noi ci siamo fermati a 12. Abbiamo fatto un’altra scelta: evidenziare i problemi da affrontare e le soluzioni da proporre. Non ci stiamo mica candidando alla presidenza della Regione...bisogna essere consci del ruolo che si va a ricoprire e non bisogna peccare di onniscienza.
Lei ha scritto 12 pagine e si è dimenticato la parola ambiente commettendo una grave omissione secondo il deputato Bratti.
Scrivere o non scrivere la parola ambiente non fa la differenza. La differenza la fa l’idea di Pd che abbiamo: la nostra idea di Pd ci consente di affrontare come si deve la questione ambiente.
Cosa legge?
Saggi di politica e sociologia come “Modernità liquida” di Bauman, ma anche libri più rilassanti come thriller e gialli.
Quando non fa il sindaco (Minarelli guida il Comune di Portomaggiore) e non va nei circoli del Pd che fa?
Ho giocato a tennis e quando posso vado a giocare. Amo lo sport in generale e sono un accanito tifoso della Portuense. Sono anche un assiduo frequentatore di bar.
Gioca a carte?
Come no, e anche a biliardo. La frequentazione del bar contempla anche della sana conversazione di svago che aiuta a stare tra la gente.
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