Condannato per la fuga. Ma è già a casa
Sparatoria di via Michelini, ieri in tribunale il processo per direttissima: il primo degli arrestati ha patteggiato 8 mesi
Credibile o non credibile, ha raccontato al giudice, a modo suo, il perchè della fuga notturna dai carabinieri. Ha spiegato perchè assieme ad un connazionale, più giovane, che lui stesso aveva indicato ai militari che lo cercavano (e arrestato poche ore dopo la sparatoria a Finale Emilia dove entrambi abitano) ha seminato il panico in mezza città, scappando e facendosi inseguire da via Bologna fino in via Michelini, zona Petrolchimico. Ha detto che non sapeva che l’auto, la Golf che i militari hanno inseguito, fosse rubata. Ha anche spiegato che aveva tentato di convincere il ragazzo che era con lui a fermarsi, ma questi non voleva farlo perchè guidava senza patente: e per questo motivo sono scappati ai carabinieri e per questo ora sono finiti nei guai. Per poco, però, perchè E.O.A., 42 anni, marocchino con residenza a Finale Emilia, e tanti precedenti alle spalle, ha patteggiato con il giudice una pena di 8 mesi per resistenza (la fuga), ricettazione (l’auto rubata) e lesioni (le leggere ferite riportate dai carabinieri nell’operazione). E da ieri pomeriggio, dopo le pratiche e a conclusione del processo per direttissima che si è celebrato in mattinata in tribunale, è di nuovo a casa sua, con l’unico divieto, dell’obbligo di dimora, a Finale Emilia e l’ordine di stare in casa dalle 19 alle 8 di mattina. Peggio del carcere per lui, perchè, secondo le ipotesi, certo era a Ferrara non per una gita. Ma il perchè fosse qui i città, con il giovane connazionale alla guida dell’auto, rubata, non lo ha spiegato. E così si chiude con le questioni tecniche azzerate ieri mattina, la notte di paura di via Michelini, conclusa come si ricorda con la pioggia di fuoco di colpi sparati dai militari alle gomme: l’inseguimento era cominciato in via Bologna, zona Ipercoop e quindi le pattuglie dei carabinieri allertate hanno seguito la Golf fino in via Michelini, quando dopo essere stati tamponati dai militari, gli stessi per impedire che riprendessero la fuga, hanno sparato oltre una ventina di colpi alle gomme. Davanti al giudice Franco Attinà e al pm onorario Stefano Antinori, e assistito dall’avvocato Lorenzo Zappaterra, E.O.A., 42 anni, marocchino ha patteggiato gli 8 mesi di pena: e occorre sottolineare che il giudice ha valutato ampiamente la sua collaborazione (ha aiutato i carabinieri ad individuare il complice). Resta aperto il capitolo giustizia per il giovane complice, O.M.A., 19 ani, anche lui marocchino, individuato poche ore dopo la sparatoria ai carabinieri nel Modenese, proprio a Finale Emilia dove abita: ora anche per lui si apre il processo, a Modena, che si svolgerà nei prossimi giorni per gli stessi reati. E’ ovvio che la vicenda non finisce qui: sono in corso verifiche da parte degli inquirenti sui motivi per cui i due fossero qui a Ferrara di notte e soprattutto con un’auto che è risultata rubata, sì, ma oltre un mese fuga, e dunque potrebbe esser stata vista e segnalata anche sulla scena di altri fatti.
Daniele Predieri
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