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In Puglia partite le lettere di licenziamento

Perdite per 12 milioni che l’Emilia non riesce a compensare. Zucchelli: colpa della concorrenza sleale

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Procedure di mobilità per 230 dipendenti, quasi il 15% della forza lavoro complessiva. È la medicina amarissima impartita da Coop Estense in Puglia, dove la crisi di mercato si è fatta davvero pesante: in quella regione, dove è presente con 13 punti vendita, 300mila soci e 1.695 dipendenti, il colosso cooperativo ha registrato nel 2014 ben 12 milioni di euro di perdite, non coperte dai 9 milioni di utili emiliani. Il rosso dell'ultimo esercizio si è accumulato a quello già preoccupante dei quattro anni precedenti, raggiungendo un ammontare vicino ai 50 milioni. Le cause secondo l'azienda vanno ricondotte in primis alla concorrenza sleale: «Lavoro nero, elusione, evasione, frodi - ha elencato il presidente Mario Zucchelli in un'intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno -. Comportamenti non episodici di operatori che sempre più spesso ricorrono a forme illegittime di concorrenza. Noi abbiamo sempre operato nella legalità, i nostri dipendenti sono tutti assunti a tempo indeterminato e non evadiamo il fisco». Coop Estense non ha intenzioni di chiudere alcun punto vendita in Puglia e con questo obiettivo ha annunciato un piano triennale di interventi che dovrebbero portare al pareggio di bilancio nel 2017. Tra le misure c'è anche l'esternalizzazione dei settori dell'allestimento e delle pescherie, che porterà alla messa in mobilità per 230 lavoratori. «Posti di lavoro che non saranno persi, ma trasformati in un rapporto non più diretto con la cooperativa», osserva Zucchelli.

La drastica decisione di procedere ai licenziamenti era stata comunicata un mese fa attraverso una conferenza stampa. Modalità che aveva fatto imbufalire i sindacati. «Un comportamento indegno e autoritario - aveva replicato la Filcams-Cgil pugliese - che umilia lavoratrici e lavoratori che da anni svolgono con dedizione ed onestà il proprio lavoro negli Ipercoop della Puglia, catapultati sulla stampa come un costo da tagliare, come se non fossero persone». Lo stato di agitazione dei lavoratori è scattato, ma allo stesso tempo si sono svolti alcuni incontri tra i sindacati e Coop Estense per verificare ipotesi alternative agli esuberi. Tuttavia gli esiti non sono stati quelli auspicati e l'azienda avrebbe inoltrato, giovedì scorso, la pratica di messa in mobilità per i primi 147 dipendenti.

Fabio Terminali

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