«La massima attenzione contro le dipendenze»
Copparo, la vicesindaco Berneschi dopo la scoperta dei baby pusher Tanti i progetti del Comune: non possiamo perdere per strada i nostri giovani
COPPARO. Dipendenze, è allarme. Non solo droga, dunque, ma le tossicodipendenze come l’alcolismo o la più moderna ludopatia (la patologia del gioco quando raggiunge livelli, appunto, patologici). Di questo e di altro ancora ha parlato - interpellata ieri dalla Nuova - Martina Berneschi, 25 anni, vicesindaco di Copparo e assessore alle politiche giovanili. Assessorato che, non fosse altro che per la sua età, le calza a pennello. Quella della vicesindaco è una lucida analisi di quanto il Comune come istituzione può e deve fare, soprattutto dopo gli ultimi fatti di cronaca e gli accertamenti dei carabinieri sulla lista del baby spacciatore. «Quasi superfluo dire - esordisce la Berneschi - che si tratta di fenomeni che ci preoccupano moltissimo. In casi come quelli legati alle droghe non possiamo, come Comune, fare altro che attendere le indagini dei carabinieri che, come al solito, si svilupperanno nel migliore dei modi. Certo è - prosegue la vicesindaco di Copparo, la quale a dispetto della giovane età si occupa da tempo di queste tematiche -, certo è che sentire e vedere minorenni coinvolti in queste vicende fa un certo effetto». Ma cosa può fare, nel concreto, una giunta comunale? «Approfondire e capire il perché del disagio - dice la Berneschi -, cosa assolutamente non facile; e poi collaborare con le famiglie, creare un insieme di rapporti virtuosi capaci di contrastare le dipendenze. Seguire i ragazzi che possono essere a rischio, e farlo fin dalle scuole. Sotto la definizione di disagio giovanile possono nascondersi vari problemi, di diversa natura e che necessitano di rimedi diversi. Per certi versi, ripeto, si tratta di fatti sconvolgenti per una comunità come quella di Copparo. Non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno di questi nostri giovani, che forse per i motivi più diversi sono finiti in questo tunnel, un tunnel però da cui si può uscire. La lista del baby spacciatore? Anche qui siamo di fronte ad un fatto inquietante - dice ancora la Berneschi, pensando in modo particolare ad un giro che può allargarsi in modo preoccupante - , ma mi devo ripetere: in questo ambito non si può che attendere le indagini delle forze dell’ordine». Un maggiore raccordo tra Comune e forze dell’ordine: cosa ne pensa l’assessore alle politiche giovanili? «Deve esserci, c’è tuttora e dovrà esserci in futuro, non ho alcun dubbio. Ma tutti i cittadini - conclude la vicesindaco - possono collaborare nel creare una rete di servizi che aiuti il giovane in difficoltà».
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