Maxi coop con molti punti interrogativi
Fusione tra Estense, Adriatica e Nord Est. Sindacati in ansia, Fedeconsum: preservare la qualità. Novità per Foro Boario
È la fusione del secolo, quella che costruirà nel giro di pochi mesi la più grande cooperativa d’Italia, e Coop Estense ne è il perno. Ma dell’aggregazione della regina dei nostri market con i “cugini” di Coop Adriatica e Coop Nordest, i diretti interessati, cioè i lavoratori, hanno saputo leggendo i giornali, e i consumatori-soci che affollano i banchi pesce e gli scaffali sapranno qualcosa direttamente solo alle solite assemblee di zona, in programma a maggio ma ancora non in calendario, che nella loro parte straordinaria saranno chiamate a ratificare le decisioni prese l’altro giorno dai tre Cda. Del resto anche il comunicato ufficiale è generico quanto mai, ed è stato seguito dal silenzio assoluto da parte dei vertici di Coop Estense, ieri impegnati permanentemente in riunione: l’impressione che traspare al di fuori dei vetri fumé del grattacielo alle porte di Modena è di un’accelerazione dovuta, forse, all’andamento dei conti della Puglia, che in prospettiva rischiavano di diventare insostenibili per una spalla sola, come del resto prova la vertenza già aperta (vedi sotto). «Abbiamo saputo tutto aprendo i giornali, ma del resto questo sembra la nuova modalità di relazioni sindacali: anche per i licenziamenti pugliesi è successo lo stesso - è la sarcastica annotazione di Luca Benfenati, segretario della Fisascat Cisl - In linea di massima la costituzione di un soggetto più grande e più forte è positiva, ma quali sono le strategie? L’operazione si fa per espandersi o razionalizzare? Dal punto di vista degli inquadramenti dei dipendenti, poi, ci sarà un lungo percorso da fare, per non parlare delle strategie commerciali delle tre catene, che sono molto diverse tra loro».
Una prima risposta i sindacati se l’attendono venerdì 27 quando, a Modena, è in calendario un incontro da tempo programmato per discutere del bilancio 2014 e del relativo premio di produzione. L’attenzione dei dipendenti, tuttavia, è già puntata sull’aspetto occupazionale, «è chiaro che i colleghi in questi giorni ci chiedono soprattutto del posto di lavoro - testimonia Riccardo Droghetti, delegato Uil di Coop Estense - Di sovrapposizioni territoriali non ce ne sono (vedi mappa sopra anche con i punti vendita confinanti al Ferrarese, ndr) ma abbiamo capito tutti, a posteriori, che la Puglia c’entra molto in questa operazione. Anche i nostri tre integrativi sono molto differenti, bisogna vedere quanto tempo servirà ad armonizzarli». Nella prima fase dell’operazione è presumibile che ci si concentri sulle strutture centrali, dalla logistica ai servizi direzionali, più che sulla rete, che sulla spinta della crisi, comunque, stava già orientandosi su strutture più piccole, di vicinato. Che fine farà il progetto del market da 1.500 metri quadrati in Foro Boario, l’area degradata ex Amga? «Senza anticipare il futuro, presumo che si vogliano salvaguardare gli investimenti già fatti - dice Davide Roncaglia, direttore tecnico Coop Estense - Stiamo però preparando una variante al Prg che riguarda anche le aree Fer e comunali, per evitare al nuovo residenziale i problemi collegati alla vicinanza con le nostre strutture». I 4 piani di residenza sopra il market sarà spostato o ridotto .
Per quanto riguarda le strategie da bancone, qualche ulteriore punto interrogativo lo mette Roberto Zapparoli (Federconsumatori): «Ho l’impressione che in un’aggregazione del genere sarà più difficile garantire i tradizionali punti di forza della Coop Estense, cioè il radicamento territoriale (l’allontanamento era già iniziato) e l’accoppiata tra prezzo minore e qualità maggiore dei prodotti. Questa fusione serve a fare massa critica nei confronti della concorrenza dei privati, lì si concentreranno gli sforzi». I consumatori chiedono un confronto.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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