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Mirror, cancelli paralizzati e denunce

Mirror, cancelli paralizzati e denunce

Sant’Agostino, ieri una ventina di manifestanti hanno impedito l’accesso allo stabilimento. Tutti segnalati alla procura

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SANT’AGOSTINO. Altra giornata calda davanti ai cancelli della Mirror, la fabbrica specializzata nella lavorazione di ceramiche da mesi al centro di una vertenza attuata da una ventina di lavoratori che chiedono di essere reintegrati in azienda.

Ieri mattina una nuova puntata della vicenda, che si è conclusa con l’intervento di polizia e carabinieri e con la denuncia di una ventina di manifestanti che di fatto impedivano lo svolgimento dell’attività lavorativa della Mirror, in particolare l’uscita dei tir.

Attorno alle 9.30 la ventina di manifestanti, di cui 8 lavoratori della cooperativa LK (con sede a Trebbo di Reno, nel Bolognese), tutti di nazionalità marocchina, e col supporto di 12 persone - come più tardi ha confermato in una nota la stessa Questura di Ferrara - con striscioni e bandiere del sindacato Si Cobas, hanno attuato un'iniziativa non preavvisata, stendendosi a terra davanti ai cancelli dello stabilimento, impedendo di fatto l'agibilità degli accessi ed il regolare svolgimento dell'attività lavorativa. In particolare i manifestanti, una parte dei quali si era stesa a terra, hanno bloccato due grossi camion che dovevano uscire dalla ditta con merci lavorate, minacciando gli autisti con l'imposizione che li avrebbero fatti uscire solo se prima scaricavano le merci lavorate.

Sul posto sono immediatamente intervenute, come già ricordato, polizia e carabinieri i quali hanno detto esplicitamente ai manifestanti che il loro comportamento costituiva reato per il quale sarebbero stati denunciati. Ciò nonostante le persone che bloccavano gli ingressi della Mirror hanno proseguito nella loro azione fino all'arrivo sul posto dei reparti di rinforzo del Reparto Mobile al comando di un dirigente della Polizia di Stato che procedeva al ripristino della legalità, identificando i manifestanti che sono stati poi stati denunciati.

Stefano Guidi, l’ad di Mirror, ha espresso ieri mattina, raggiunto al telefono, ancora una volta «rammarico per quanto avviene e speranza che questa vicenda, che si trascina ormai da mesi, giunga ad una conclusione».

Sulla complessa questione Mirror è intervenuto ieri anche Alan Fabbri, capogruppo in consiglio regionale, il quale ha detto che «una ventina di manifestanti sono stati denunciati dai carabinieri per sequestro di persona (va precisato che fonti delle forze dell’ordine non hanno confermato la tipologia di reato, ndr). Intanto il giudice del lavoro - ha detto ancora Fabbri - ha accolto l’opposizione dell’azienda al decreto ingiuntivo da 12mila euro presentato dai Si Cobas. L’udienza è fissata ora per l’11 giugno. E la citazione in tribunale “per licenziamento orale e per intermediazione di manodopera” presentata da 14 ex facchini, è stata dichiarata inammissibile. Ringraziamo le forze dell’ordine - ha detto ancora Fabbri - per aver fermato i blocchi che producono danni di migliaia di euro all’azienda e per aver proceduto alle denunce. Ci auguriamo che queste siano l’anticamera delle espulsioni: il lavoro delle nostre aziende non può essere messo in scacco da chi confonde l'azione sindacale con la violenza», ha concluso il capogruppo leghista.

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