Pd, testa a testa Minarelli-Vitellio
Dopo 11 congressi Minarelli avanti di 2 voti (267 a 265). Ma nella decisiva conta dei delegati Vitellio prevale 32 a 22
Nicola Minarelli è avanti di 2 voti (267 a 265). Luigi Vitellio è avanti di 10 delegati (32 a 32). Questa è la situazione dopo 11 congressi di circolo che hanno assegnato 54 dei 189 posti dell’assemblea provinciale, l’organismo che l’11 aprile eleggerà formalmente il successore di Calvano alla guida del Pd.
Quello che conta in questa competizione congressule sono i delegati che vengono eletti dai circoli in base al numero degli iscritti. E’ un meccanismo che non lascia molte possibilità di successo a Minarelli, che si sta difendendo molto bene, ma difficilmente potrà invertire il trend dei delegati. Minarelli ha fatto man bassa nella sua Portomaggiore (sua e di Marcella Zappaterra) , dove ha portato a casa tutti i 6 delegati ricambiando il cappotto di Vitellio ad Anita. Minarelli ha prevedibilmente vinto a Ostellato - terra di Calvano (che sta con Vitellio) ma anche del sindaco Marchi, che è schierato con Minarelli. A Lagosanto Minarelli ha prevalso per 5 a 3, ma in quella che doveva essere una sua roccaforte, Vitellio ha resistito bene al punto che i suoi considerano il voto di 66 a 39 come una mezza vittoria. Tutta Copparo ha già votato consegnando 4 seggi a Minarelli e 2 a Vitellio.
Vitellio, come da previsioni, sta passeggiando nell’ Argentano (13 a 1) e vince comodo nei due circoli di Ferrara che finora hanno votato.
Questo weekend sarà decisivo: la sera di domenica 29 di fatto si conoscerà il vincitore. Restano da assegnare poco più di 130 delegati, 46 dei quali li eleggeranno i circoli cittadini. Altri 35 li deciderà l’Alto Ferrarese, dove Vitellio parte favorito. Nel Basso Ferrarese, dove Minarelli è ben piazzato ma non in modo uniforme, sono in palio 20 delegati. Il resto, una trentina di posti, sarà conteso tra Voghiera, Berra, Formignana, Tresigallo, Ro e un po’ di Argenta
Minarelli, Marchi e il copparese Sergio Guglielmini daranno battaglia fino alla fine, incoraggiati dai due voti in più: «Nonostante la stragrande maggioranza del gruppo dirigente si sia schierata su Vitellio ancora prima di conoscere la sua proposta politica - commentano - dai dati emerge che l’opinione degli iscritti è molto più composita e meno scontata di quanto si potesse pensare». Dopo 11 congressi su 48 «il risultato conferma che gli iscritti avvertono la necessità di discutere su molti temi e questo confronto difficilmente avrebbe potuto emergere se ci fosse stato un candidato unico». Inoltre «il consenso è abbastanza trasversale per entrambi i candidati e questo sgombra il campo dalle strumentalizzazioni tipo città-territorio e dall’appartenenza alle correnti che fanno riferimento ai leader nazionali. E questo riteniamo sia un fatto positivo: il partito è più contendibile di quanto qualcuno pensasse all’inizio».
Marcello Pradarelli
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