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«Si sta svendendo il partito»

La consigliera comunale Benea (Forza Italia) accusa Cimarelli

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BONDENO. «Non prendo lezioni di politica, sul senso di appartenenza a Forza Italia da Luca Cimarelli, che vi è approdato dopo una lunga militanza in An prima e nel Pdl poi, e che in quanto a coerenza, ha ben poco da insegnarmi». Va giù dura Brunella Benea, consigliere comunale a Bondeno e forzista della prima ora. «I problemi matildici all’interno di Forza Italia sono stati ripetutamente segnalati a Cimarelli come ai vertici regionali. Il punto è semplice - prosegue la Benea - si sta svendendo il partito, mettendolo ad uso e consumo di altri, come la Lega, di cui è diventato la stampella. Luca Cimarelli ha lavorato per salvaguardare la loro sopravvivenza, non il partito. Noi da tempo chiediamo di ritornare autonomi. Solo dall’autonomia passa la credibilità di chi, come me, dal 1994 milita in questa realtà». La Benea poi solleva altre questioni. «Mi si imputa il non allineamento, portando ad esempio la mia mancata votazione al bilancio del Comune. Ma la sottoscritta non è asservita. Confermo che il bilancio del Comune di Bondeno ha vulnerabilità e superficialità che danneggiano la collettività e che io non ho inteso avallare. Luca Cimarelli - prosegue la Benea - parla a titolo di coordinatore di Forza Italia, ruolo che di fatto ha male esercitato. La sua presenza, il suo ruolo, non hanno portato alcun vantaggio al partito. Al contrario. Con lui negli anni abbiamo solo perso Comuni nel Ferrarese. Cimarelli vuol far passare Bondeno come laboratorio di buona collaborazione tra Lega e Forza Italia ma nulla viene condiviso con chi in Forza Italia è vissuto. Tra costoro non mi si citi l’attuale sindaco facente funzioni Cristina Coletti, che come Cimarelli proviene da un loro partito e non ci rappresenta. La scarsa credibilità di Cimarelli come iscritto a Forza Italia e coordinatore è confermata dalle poche preferenze prese alle ultime regionali. Poco più di 900 voti per un coordinatore sono pochi. Se Cimarelli fosse persona seria si sarebbe dimesso il giorno dopo. Ma lui non lo ha fatto. Abbiamo chiesto che in Foza Italia fosse aperta una riflessione per guardare al futuro. Si è finto fossero istanze irragionevoli. Non mi riconosco nei modi in cui è stato posto il candidato sindaco del centro destro. Di qui la decisione di formare una civica». Domani è prevista una riunione di tutti coloro che si riconoscono nella civica.

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