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Da Brazzolo in aiuto ai manager a spasso

di Davide Bonesi
Da Brazzolo in aiuto ai manager a spasso

Graziano Camanzi ha fondato una società a Milano: «La crisi ha portato scollamento fra aziende e uomini, io cerco di unirli»

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BRAZZOLO. Lo abbiamo visto alcune settimane fa protagonista su Rai Uno del gioco televisivo “L’eredità”, condotto da Fabrizio Frizzi. Si tratta di Graziano Camanzi, manager in pensione originario di Brazzolo di Formignana, trasferitosi poi a Milano, dove ha lavorato per importanti aziende, prima di fondare una società che si occupa di aiutare “colleghi” in difficoltà su tutto il territorio italiano.

Camanzi, subito eliminato nel gioco televisivo, era accompagnato dalla moglie Giannina, con la quale è sposato da 37 anni e hanno due figli, il giornalista Enrico e l’architetto Francesco.

Scopriamo chi è Graziano Camanzi di Brazzolo...

«Sono nato il 3 dicembre 1952, mio padre Alfredo era operaio alla Siemens. Ad appena tre anni - racconta - ci siamo trasferiti a Milano per ragioni di lavoro, lì mi sono diplomato perito meccanico nel 1971, poi ho iniziato il lavoro».

È stato manager di importanti aziende, una carriera senz’altro soddisfacente.

«Ho cambiato tanti posti di lavoro, principalmente però ho lavorato per due grandi multinazionali: alla Xerox sono stato direttore marketing, dal ’79 all’87, poi alla Canon sono stato direttore generale vendita diretta dal ’90 al ’95. Ho anche lavorato per due grandi aziende dell’arredamento, sono stato direttore generale di Misura Emme e Flou, dal ’95 al ’98, poi ho creato un’azienda sempre nell’area della consulenza».

Nasce da lì l’idea di aiutare i manager a spasso?

«Il progetto è diventato effettivo nel 2009, quando ho fondato la società Overquaranta assieme ad altri quindici soci. L’abbiamo chiusa nel 2012 per le ‘solite’ questioni tra soci, ero il presidente e c’erano un po’ di contrasti, diciamo così...».

« Ma ho continuato ad occuparmi di queste cose - continua - perché in Italia, oltre ad un generale problema di lavoro, ci sono un sacco di manager a spasso per diversi motivi, quasi mai perché non sanno lavorare.... Insieme a loro ci sono centinaia di migliaia di micro e piccole aziende, il tessuto industriale del Paese, che i manager non li utilizza per tantissimi motivi facilmente individuabili... Ecco, questi due mondi sono destinati, per me, ineluttabilmente, ad incontrarsi, occorre solo che qualche soggetto, la mia nuova associazione in creazione (al momento su Facebook si chiama “Camanzi G. e Associati”), per esempio, si attivi in modo organico perché queste cose succedano. Ad oggi abbiamo un database di 3.500 profili manageriali e stiamo lavorando con una cinquantina di aziende, ma contiamo di crescere esponenzialmente».

Era andato in tv anche per parlare di questi argomenti, ma è stato tagliato...

«Ho parlato di Sesto San Giovanni città operaia e mi hanno tagliato. Ho detto che la mia pensione è tutta contributiva e mi hanno tagliato. Ho parlato del problema del lavoro in Italia e, soprattutto, dei manager senza lavoro che possono incontrare le aziende che ne hanno bisogno e mi hanno tagliato. Tutto ciò - aggiunge Camanzi - dopo che avevo precisato che andavo in trasmissione se potevo dire quest’ultima cosa, mi avevano detto di sì ed un autore si era pure raccomandato di raccontarlo bene. Peccato, non sono stati corretti e questo mi dispiace, ma qualcosa farò per risolvere questo problema che riguarda numerose persone».

Torniamo a Brazzolo: ci torna? E ha ancora legami, oltre a far parte del gruppo Facebook “Noi che siamo cresciuti a Brazzolo”?

«Ci torno, almeno due volte l’anno - conclude l’ex manager, perché i Camanzi sono rimasti tutti lì, solo mio padre era venuto a Milano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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