«Così ci siamo salvati dall’incendio»
«Sono stati momenti di grande paura. Guardate come è ridotta la mia casa dopo i danni provocati da fiamme e fumo»
Nonostante siano già passate molte ore dal fatto, l'odore acre del fumo si avverte ancora nitidissimo nell'aria. Ma sulle cause che martedì in via Maragno 20 a Barco, intorno alle 18, hanno scatenato un vasto incendio nel sottoscala mandando in corto circuito tutti i contatori della luce, ancora non è stata fatta chiarezza. Tante le ipotesi al vaglio degli inquirenti ma, dopo il pronto intervento dei vigili del fuoco che hanno domato le fiamme, al momento quello che gli inquilini stanno facendo è il conto dei danni. Fra i più provati dall'evento il cui bilancio, se ci fossero state anche vittime, sarebbe stato molto più grave, è il signor Luciano Poletti che abita al primo piano.
«Mi trovavo al bar - racconta piuttosto scosso mentre osserva gli effetti che il fumo ha lasciato nel suo appartamento - e quando mia figlia mi ha telefonato ho pensato ad uno scherzo o comunque che non si trattasse di casa nostra. Invece quando sono arrivato mi sono reso subito conto della gravità dell'incendio che si era sviluppato proprio sotto il mio appartamento nel vano del sottoscala distruggendo i cinque contatori della luce delle famiglie che risiedono qui».
Mentre Poletti era come stordito dal fumo e dal pensiero di quello che stava accadendo al suo appartamento appena imbiancato e completamente ristrutturato, la figlia che si trovava in casa, si è preoccupata di salvare la signora Emma, un'anziana con qualche problema di deambulazione, che abita nello stesso pianerottolo.
Poiché il fumo era intenso e soprattutto non consentiva di affrontare le scale, la ragazza con la signora ha pensato di utilizzare l'uscita, in questo caso assolutamente provvidenziale, che dalla sua terrazza porta direttamente nel cortile antistante il palazzo. Solamente che nel fuggire non ha pensato di chiudere la porta ; rimasta aperta, ha fatto da camino, attirando la maggior parte del fumo che invadendo l'appartamento lo ha annerito depositandosi su tutti gli oggetti, mobili e suppellettili e soprattutto sui muri.
«Questo fatto - prosegue il signor Poletti - ha danneggiato tantissimo oltre al mio appartamento, le scale, il pianerottolo ma ha in parte risparmiato chi stava ai piani superiori che hanno avuto danni ma non come i miei».
Salendo le scale infatti si notano sul pianerottolo oggetti ormai inutilizzati, qui depositati in attesa di metterli nei cassonetti dei rifiuti, di chi comunque ha visto risparmiare almeno le pareti ed i mobili.
«Così ci siamo salvati da danni molto più gravi - dichiarano gli inquilini dell'ultimo piano - anche se la paura è stata tanta soprattutto quando abbiamo capito che non potevamo scendere le scale invase dal fumo. Poi fortunatamente quando i vigili hanno terminato la loro opera abbiamo tirato un sospiro di sollievo». Enel ha prontamente provveduto a collocare nuovi contatori per cui i residenti hanno già la luce ma molte altre cose ancora non funzionano. «Quando penso a cosa poteva accadere mi viene un brivido - conclude Poletti - adesso bisogna trovare un muratore che ripristini il pavimento delle scale ed un imbianchino per pulire tutti i muri. Speriamo che l'Ente Autonomo ci venga incontro».
Margherita Goberti
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