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Crac Coop, 20 milioni ai soci Carspac

di Daniele Predieri
Crac Coop, 20 milioni ai soci Carspac

I commissari pagano tutti i creditori privilegiati e solo una piccola parte dei chirografari: «Briciole? Almeno ci sono queste»

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ARGENTA. Non accade quasi mai nei fallimenti, sta accadendo per il crac CoopCostruttori, un buco di 1 miliardo di euro della più grande coop edile del paese, quarta azienda nazionale di costruzione, fallita nel 2003 e presieduta allora da Giovani Donigaglia. Oggi tutti i creditori privilegiati sono stati pagati per un totale di 231 milioni di euro, e anche i creditori chirografari (tra cui gli ex soci coop, riuniti nei comitati Carspac1 e Carspac 2) avranno una piccola parte del riparto, poichè 20 milioni di euro sono stati raccolti e altrettanti potrebbero esserlo in futuro, a fronte però della somma impossibile da coprire, di 643 milioni di euro. Ieri a distanza di sei mesi dall’ultimo incontro d’ottobre in cui era stato annunciato tutto questo, i tre commissari della Coopcostruttori, Renato Nigro, Franco La Gioia e Alberto Falini, hanno ufficializzato il risultato e fatto il punto nel Tavolo in Castello Estense convocato dal presidente Provincia, Tiziano Tagliani, presenti anche il sindaco di Argenta, Antonio Fiorentini, il Carspac 1 con il portavoce Valerio Cellini e Carspac 2 con Giovanni Bigoni, oltre all’ex consigliere regionale Roberto Montanari. E’ ovvio che si tratta solo di briciole, i soldi che andranno ai tanti creditori chirografari. «Solo briciole? Certo, ma almeno ci sono quelle», dice Valerio Cellini, uno dei tanti ex soci, creditore chirografario del buco fatto da Donigaglia.

Va peggio per Bigoni, che non avrà nemmeno quelle, le briciole: perchè essendo lui, come migliaia di ex soci, un detentore di Apc - azioni a partecipazione cooperativa che Donigaglia proponeva come garantite e che invece sono diventate carta straccia e oggi al centro del processo - sarà un creditore post-chirografario. Lo ha chiesto lui stesso ai commissari durante l’incontro: «Visto che i soldi delle Apc non li avremo mai, e non avremo nemmeno le briciole, non ci resta che chiamare in causa i politici di allora, che sapevano:questo perchè - ha concluso Bigoni - come è stato riconosciuto, le Apc non avrebbero dovuto essere emesse perchè la Coop era già coperta da debiti e queste hanno allargato il buco». Secca la risposta dei commissari: «Non è il nostro tavolo di confronto», come dire ogni strada giudiziaria si può percorrere e il Carspac2 lo sta facendo. Quindi, per il futuro, i tre commissari Falini, La Gioia e Nigro rassicurano che «c’è ancora da raschiare il barile», alludendo al fatto che nuove risorse arriveranno da contenziosi ancora aperti e che potrebbero portare altri soldi in cassa. Ma ad oggi, visto che ormai la gestione commissariale è agli sgoccioli, non si poteva fare di più: «Onestamete no», replica ancora più secco Nigro. Gli fa eco Falini, spiegando che «non siamo noi a dover dire di esser stati bravi, ma si vada a vedere altre procedure e si guardino i numeri». Numeri che indicano come, spiega lo stesso Nigro, «in molti fallimenti non si sia arrivati nemmeno a pagare i creditori privilegiati, qui si è andati oltre, e ora ci sono risorse anche se scarne, per i chirografari». Mentre sono in corso trattative con banche (la prima è Antoveneta) ed enti pubblici per il recupero di altri crediti. «La conclusione positiva – chiude Tiziano Tagliani nel ruolo di presidente Provincia, avvocato civilista-tributarista e dunque a conoscenza della materia - sul fronte creditori privilegiati e i segnali in parte positivi su quello dei chirografari, ci spinge a continuare a seguire con attenzione speciale gli sviluppi delle trattative in corso. Continuereno ad assicurare il nostro massimo impegno affinché la situazione possa approdare alla soluzione più vicina alle attese. Resta l’amarezza – conclude – per i sottoscrittori di Apc che finora non hanno trovato soddisfazione nelle procedure concorsuali».

E non l’avranno mai: nemmeno le briciole.

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