Nè concussione nè corruzione Abuso d’ufficio per Passerini
Nè concussione, nè corruzione bensì solo abuso d’ufficio: la Corte d’appello di Bologna ieri ha ribaltato la sentenza di primo grado contro Ivan Passerini, un geometra comunale dello Sportello unico...
Nè concussione, nè corruzione bensì solo abuso d’ufficio: la Corte d’appello di Bologna ieri ha ribaltato la sentenza di primo grado contro Ivan Passerini, un geometra comunale dello Sportello unico per l’edilizia al centro da anni, assieme da altri colleghi coinvolti nel caso, della vicenda di Mazzettopoli, tangenti pagate da tecnici privati (geometri, ingegneri e architetti) per accelerare le pratiche edilizie sottoposte agli uffici comunali.
Passerini che in primo grado era stato condannato a 3 anni e mezzo ieri ha avuto una forte riduzione della condanna a 1anno e 9 mesi, sospensione della pena e annullamento anche della confisca (equivalente) di 9000 euro, ossia la somma che avrebbe ottenuto facendosi pagare dai tecnici privati. Secondo i giudici d’appello, dunque, Passerini si fece pagare ma i suoi non furono atti contro i propri doveri d’ufficio (alla base dei reati di concussione e corruzione), ma lavori extra abusando del suo ruolo. Già in primo grado la sua posizione venne attenuata perchè i giudici affermarono che non aveva ricattato i tecnici privati (concussione) ma aveva avuto soldi da loro, corruttori verso di lui, corrotto. Una verità processuale cancellata ieri dalla sentenza d’appello, accolta da Passerini e il difensore, Massimo Bissi con estrema soddisfazione. Soddisfazione anche sul fronte di un altra tranche giudiziara che vedeva Passerini nel ruolo di accusatore dei tecnici privati per falso e calunnia. Il gip Silvia Marini ha archiviato le accuse, ma per prescrizione: dunque in ipotesi vi fu calunnia verso di lui.
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