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Quella strage di alberi è stata pianificata

di Maurizio Barbieri
Quella strage di alberi è stata pianificata

Mesola, il sindaco sconcertato dopo l’atto vandalico ai danni di 160 piante Medri, presidente Parco del Delta: «Un fatto incomprensibile e gravissimo»

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BOSCO MESOLA. Il sindaco di Mesola, Gianni Michele Padovani, è sconcertato. Ha appreso dalla stampa la notizia degli atti vandalici compiuti ai danni di 160 alberi mediante un foro praticato nel tronco a cui ha fatto seguito l’iniezione di sostanze chimiche velenose, a ridosso del cimitero di Bosco Mesola in un terreno di proprietà dell’amministrazione provinciale in area pre-parco. «Per prima cosa se qualcuno ha notato qualcosa di anomalo che lo segnali alla polizia provinciale (0532299979) oppure alla polizia municipale del Delta (0533729582). Per praticare 160 fori in altrettanti alberi ci vuole del tempo e chissà mai che qualcuno possa aver notato qualcosa di strano. Il mio comune è quello che vanta la maggior superficie boscata di tutta la provincia di Ferrara, un patrimonio di inestimabile valore che va tutelato e preservato. Cercheremo di agire in sinergia con la Polizia provinciale. Non riesco proprio a capire cosa può spingere una persona a fare una cosa del genere».

Anche il presidente del Parco del Delta del Po Massimo Medri ha appreso la notizia dagli organi di stampa. «È un fatto incomprensibile. Si tratta di aree protette assai improbabile che possano essere utilizzate per altri fini e altri scopi. Si tratta di un danno che viene subito da tutta la collettività. Con i suoi 53 mila ettari il Parco del delta del Po è il più esteso d’Italia tra quelli di pianura. proteggere aree così vaste diventa un problema in quanto non abbiano un servizio di guardiania ambientale. Dico però che vanno protetti gli ambiti metropolitani ma anche le aree naturalistiche ma in campo sarebbe necessario un maggior numero di persone». Un’azione che certamente è stata studiata a tavolino da parte di qualcuno a cui evidentemente la presenza degli alberi può dare fastidio. Non tanto quindi motivi di carattere edilizio in quanto in quella zona non si può costruire, piuttosto magari si può pensare a qualche agricoltore al quale l’ombreggiamento provocato dagli alberi crea problemi nell’ottica di una minore produzione agricola ma, ovviamente, siamo solamente nel campo delle ipotesi. Una striscia di terreno larga una decina di metri e lunga quasi 300, prospiciente un terreno agricolo, presa di mira da ignoti che, usando trapani, hanno fatto profondi buchi alle piante. Quei buchi sono poi state riempiti con sostanze chimiche velenose che, entrando nel circolo linfatico delle piante ne hanno determinato in breve tempo la morte. Le essenze colpite sono soprattutto pioppi bianchi, robinie e pini, tutti alberi già sviluppati, con un'altezza variabile dai tre agli otto metri e diametri del tronco che arrivano in alcuni casi anche a 60 centimetri.Polizia provinciale municipale del Delta segnalazione all'autorità giudiziaria quanto accaduto e l'avvio di indagini congiunte per l'individuazione dei responsabili.

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