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«Sfido Calvano a un faccia a faccia»

Mezzogori all’attacco sull’ospedale San Camillo: troviamoci alla Nuova per un confronto vero

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COMACCHIO. «Da Comacchio, sulla questione ospedale, tanto rumore per nulla, dicono i signori del Pd. Sostengano allora le loro ragioni, ma lo facciano non seduti sulla poltrona di un consiglio regionale…vengano a Comacchio oppure in una sede neutra». Non molla il presidente della Consulta, Manrico Mezzogori, e incalza: «Mi hanno cacciato fuori dall’aula mercoledì in Regione perché per dire quello che penso devo fare sempre il mio show»

Il problema «è che quando il segretario regionale del Pd Paolo Calvano è intervenuto sulla questione ospedale San Camillo - continua Mezzogori - , il sangue mi è salito al cervello. Ne avesse azzeccata una, anche solo una. Non solo bugie e falsità, ma anche dati completamente sbagliati». Insomma, «io non ho problemi, lo incontro molto volentieri. Anzi, colgo l’occasione per invitarlo attorno a un tavolo, magari nella sede de la Nuova Ferrara, per un faccia a faccia perché Comacchio ha bisogno di persone che sappiano rappresentarla nelle varie sedi, e questo non succede da anni». Infine il presidente della Consulta popolare per il San Camillo si chiede «perché debbano essere sempre dei ferraresi a fare da portavoce per noi. Speriamo che le cose cambino in fretta».

Intanto un altro affondo, questa volta diretto al consigliere regionale della Lega Nord Alan Fabbri, arriva dalla consigliera del Pd Marcella Zappaterra. «Fabbri sale oggi in cattedra e fa le sue lezioncine sulla sanità. Da quando ci sono state le elezioni sembra una delle sue preoccupazioni principali sia la sorte del San Camillo a Comacchio - punzecchia - E sinceramente mi viene da ridere. Ricordo che Fabbri è stato sindaco del Comune di Bondeno e che l’ospedale (Borselli?…non mi ricordo come si chiama) è stato chiuso, trasformato in Casa della Salute e lui non solo non ha mosso un dito, ma l’ha ritenuta cosa evidentemente positiva. Perché Comacchio no? Quali le differenze sostanziali, che abbiano però davvero un senso logico, che portano a vederla in maniera opposta?». Infine, «la verità è che tutti amano il pellegrinaggio in laguna quando c’è da prendere voti, tanto - chiude Zappaterra - la responsabilità viene scaricata solo su chi in questi anni ha dovuto prendere decisioni scomode, ma governare significa anche questo».

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