Casa con settanta cani: avvisata la magistratura
Dopo tre rifiuti a entrare, l’Asl ha inviato la segnalazione alle autorità competenti L’ipotesi è che gli animali non siano tenuti in modo consono al loro benessere
FERRARA - Una segnalazione alle autorità sanitarie e alla magistratura è stata inoltrata in questi giorni dall’Asl di Ferrara che per diverse volte, nelle ultime settimane, ha cercato invano di entrare nella casa di Fondo Reno occupata abusivamente dal figlio dell’inquilina e riempita con una settantina di cani.
La vicenda, resa nota dalla Nuova Ferrara su segnalazione della proprietaria dell’immobile, ha conosciuto infatti una nuova tappa quando gli operatori dei Servizio Veterinario dell’Asl hanno cercato di entrare nell’abitazione per effettuare una verifica sulle condizioni degli animali, così come sollecitato sia dalla proprietaria, sia dall’associazione animalista Avedev.
Per tre volte i veterinari sono stati costretti a tornare indietro a mani vuote: per due volte non hanno ricevuto risposta, la terza - il 17 marzo scorso - hanno trovato l’occupante in giardino, che ha rifiutato di farli entrare. Da qui la decisione di segnalare i fatti alle autorità sanitarie e alla magistratura, ipotizzando che gli animali non siano tenuti nelle condizioni idonee.
Proprio la presenza dei cani ha finora bloccato le procedure di sfratto, sancito dal tribunale già nel 2011. La casa infatti è occupata dal figlio dell’inquilina ufficiale, che dopo la stipula del regolare contratto di affitto si è insediato nell’abitazione con la compagna portando anche decine e decine di cani di piccola taglia. Il mancato rispetto delle condizioni contrattuali ha portato la proprietaria, la signora Emilia Gavioli, a ottenere lo sfratto esecutivo.
Peccato che, in mancanza di una sistemazione per i cani, l’onere della gestione debba ricadere proprio sulla proprietaria. Insomma: gli abusivi se ne vanno solo se lei si prende in carico i cani, e questo dopo non aver percepito l’affitto per anni. Una condizione ovviamente inaccettabile per la proprietaria: si è creata così un’incredibile e paradossale situazione di stallo che i numerosi (tentati) accessi dell’ufficiale giudiziario e gli interventi dell’Asl finora non sono riusciti a risolvere.
Un nuovo impulso è provenuto dalla Consulta animalista, a fine febbraio, con il coinvolgimento del Comune. Ma senza un mandato del giudice, l’ingresso nella casa occupata è di fatto impossibile. A questo mira dunque la segnalazione che il Servizio Veterinario dell’Asl ha inviato alle autorità competenti, le uniche che potrebbero attivare gli strumenti giusti per intervenire.(a.m.)
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