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Patrizia moretti

«La giustizia va avanti e non si ferma solo a noi»

«La giustizia va avanti e non si ferma solo a noi»

Per anni ha accolto le sentenze che davano ragione a lei, alla sua famiglia e alla richiesta di verità e giustizia. Ora lo Stato emette l’ennesimo verdetto sul caso Aldrovandi con una sentenza...

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Per anni ha accolto le sentenze che davano ragione a lei, alla sua famiglia e alla richiesta di verità e giustizia. Ora lo Stato emette l’ennesimo verdetto sul caso Aldrovandi con una sentenza destinata a far giurisprudenza e soprattutto, come sottolinea Patrizia Moretti, «importante per tutta la nostra società, non solo per noi, perchè è la giustizia che va avanti, ma non si ferma solo a noi».

«Al di là di tutti i pronunciamenti che riguardavano noi familiari di Federico - spiega - questa sentenza riconosce responsabilità di queste persone ma assume un carattere generale attribuendo, a quanto mi è stato riferito dalla lettura della sentenza, anche responsabilità verso chi avrebbe dovuto formare meglio gli agenti». Ossia lo Stato, il Ministero degli interni, la Polizia stessa. Patrizia Moretti ha già colto l’essenza della sentenza, quasi un monito verso chi forma gli agenti impegnati in situazioni di ordine pubblico: «E’ un concetto cui tengo molto quello della formazione o meglio ancora della educazione delle forze dell’ordine che non si deve limitare ad un periodo iniziale ma che necessita controlli e verifiche continui, un sostegno educativo al personale che ogni giorno si trova a svolgere un lavoro delicato come quello delle forze dell’ordine».

Un monito per non mandare allo sbaraglio chiunque? «Sì, vi sono momenti di oggettiva difficoltà psicologica e quando accade per un agente questo non viene valutato: in primo luogo dovrebbe essere garantita a noi cittadini la professionalità di chi opera in eventi difficili, affinchè episodi che ben conosciamo non debbano mai più essere tollerati».

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