Maxi fusione tra le coop «Un tavolo nazionale»
I sindacati lo hanno chiesto a Coop Estense, Nordest e Adriatica, e a Legacoop Le priorità Cgil: occupazione, legame con i territori e internazionalizzazione
I sindacati chiedono un tavolo di confronto nazionale sulla maxi-fusione tra Coop Estense, Coop Nordest e Coop Adriatica, che creerà la più grande cooperativa italiana. La richiesta è stata avanzata dalle tre sigle nazionali di categoria, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, con una lettera alle tre coop e a Legacoop nazionale: è quindi probabile che il tavolo si costituisca a Roma, anche se le ricadute dell’operazione si avranno nei territori di maggiore operatività delle tre aziende. Anche per questo motivo ieri mattina, all’incontro a Modena tra i sindacati e la dirigenza di Coop Estense, il tema fusione non è stato toccato, come pure quello della vertenza in Puglia, dov’è in gioco il posto di lavoro di 230 dipendenti. Si è quindi rimasti strettamente legati al tema dell’incontro, cioè la determinazione dei meccanismi per il salario variabile, che dipende dai conti 2014, messi in crisi appunto dalle difficoltà della Puglia.
Una prima presa di posizione sulle novità in casa Coop Estense era arrivata da Cgil e Filcams regionali, che hanno anzitutto chiesto di «ritirare» la procedura di mobilità pugliese, e fissato una serie di paletti all’aggregazione che darà vita ad un colosso da 2,6 milioni di soci e 4,2 miliardi di fatturato. Punto qualificante della fusione, hanno messo per iscritto le due sigle, dovranno essere «la tutela dei lavoratori e dei livelli occupazionali, la difesa degli interessi dei soci, il mantenimento di un forte legame con i territori e il loro sviluppo, l’internazionalizzazione del colosso cooperativo del consumo sostituente, il recupero di un alto livello di partecipazione, la rivitalizzazione dei valori che stavano alle radici della cooperazione». Il tutto «nel rispetto della storia del movimento cooperativo emiliano-romagnolo». Anticipando la disponibilità ad un confronto «immediato» con i vertici aziendali, Cgil e Filcams ritengono che già le prossime settimane saranno cruciali «per comprendere i contenuti industriali e sociali» della fusione, dei suoi tempi e del modello di governance. Tempi e modalità, comunque, dovranno essere tali da permettere «una valutazione serena e compiuta da parte di soci e dipendenti: il grado di partecipazione e di coinvolgimento saranno per la Cgil misura - si legge sempre nella nota - della qualità di questa operazione». (s.c.)
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