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Sgominata la banda dei bancali

di Alessandra Mura
La conferenza stampa al Comando provinciale dei carabinieri di Ferrara
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La conferenza stampa al Comando provinciale dei carabinieri di Ferrara

Indagine dei carabinieri: tre persone arrestate e sette denunciate. Un'impressionante serie di furti partita da un ditta di Porotto. Un giro d'affari da migliaia di euro che in parte finivano nel gioco d'azzardo

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FERRARA - Si erano specializzati in furti di bancali marchio “Epal”, costruiti secondo precisi standard internazionali di peso e misure, e per questo facili da piazzare a persone di fiducia. Tra ottobre e dicembre avevano messo a segno un’impressionante serie di furti: dodici tra Bologna, Modena, Forlì, Cesena e Ferrara. Ed è stato proprio il colpo ferrarese a far avviare le indagini da parte dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ferrara che, al termine di un’articolata operazione, hanno individuato la banda composta da dieci persone, tutti rom provenienti dalla Romania e domiciliati nel Bolognese: tre sono finiti in carcere e gli altri sette sono stati denunciati. In pochi mesi il gruppo ha rubato 3.130 bancali, per un valore oscillante tra i 30mila e i 60mila euro, considerato che un pezzo può costare da un massimo di 20 euro (se nuovo) a un minimo di 10 (se usato).


Tutto è partito, ha spiegato in conferenza stampa il tenente Rossella Capuano, comandante del Norm di Ferrara, dal furto ai danni di un’azienda di Porotto, la Ds Smith, il 22 ottobre dell’anno scorso. Nell’area cortiliva della ditta erano state notate alcune persone, e quando i carabinieri erano intervenuti sul posto i ladri erano scappati lasciando sul posto un furgone carico di circa 300 bancali. Dai primi rilievi non risultava rubato e la denuncia di furto era  stata presentata solo il giorno successivo. Una denuncia poco convincente, non solo perché tardiva, ma soprattutto perché nel furgone c’erano le chiavi e non c’erano segnali di scasso.


Da qui erano partite le indagini che, attraverso accertamenti tecnici e pedinamenti a carico del proprietario e di persone a lui vicine, hanno portato a identificate il gruppo dei dieci e a raccogliere elementi per attribuire a loro non solo il colpo a Porotto, ma anche una serie incredibilmente ravvicinata di altri colpi: nella notte tra il 27 e il 28 novembre a Sasso Marconi, il 1 novembre a Zola Predosa, tra il 4 e il 5 novembre a Imola, tra il 6 e il 7 novembre a Bentivoglio, l’11 novembre a Granarolo dell’Emilia, tra il 13 e il 14 novembre di nuovo a Imola, il 17 novembre a Savignano sul Panaro, tra il 21 e il 22 novembre a Forlì, il 23 novembre a Bomporto, tra il 5 e il 6 dicembre a San Lazzaro e ancora una volta a Imola tra l’8 e il 9 dicembre. Un “lavoro” intenso, che serviva tra l’altro anche ad alimentare il vizio del gioco d’azzardo di uno dei componenti della banda.


Nel frattempo, mentre i carabinieri chiudevano le indagini e raccoglievano elementi relativi ai dodici colpi compiuti fino a dicembre la banda, ignara che il cerchio di stava stringendo, continuava la sua vivace “attività”: pochi giorni fa infatti sette di loro erano stati fermati in autostrada dalla Polizia stradale di Altedo con un furgone carico di refurtiva e arrestati in flagranza: mentre attendevano la convalida dell’arresto, per tre di loro è arrivata anche la notifica della custodia cautelare in carcere chiesta dal pm Tittaferrante e firmata dal gip di Ferrara Piera Tassoni in seguito all’indagine Epal: si tratta di S.V. di 47 anni, R.L.O. di 46 e R.T. di 23. Nel ringraziare la procura e il tribunale per l’ottima collaborazione, la tenente Capuano ha anche rinnovato l’appello ai cittadini a segnalare al 112 ogni fatto sospetto: «È sempre meglio una telefonata a vuoto che una telefonata mancata».

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