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Bufera Armony sulle elezioni in Veneto

Alessandra Moretti
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Alessandra Moretti

Provocazione sessista della Lega nei confronti della candidata Moretti: un suo manifesto a fianco di quello del locale hard

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SCORTICHINO. Galeotto fu il responsabile delle affissioni pubbliche. Sì, perché mai avrebbero pensato, all’Armony, il notissimo locale hard di Montemerlo, località tra Bondeno e Scortichino, di finire involontariamente nella bufera che imperversa ormai da settimane sulla campagna per le elezioni regionali del Veneto.

Invece è bastato che un manifesto promozionale dell’Armony, che pubblicizzava la festa per il compleanno del locale - che si è svolta venerdì - finisse appiccicato, in un centro veneto, accanto a un manifesto di Alessandra Moretti, già vicesindaco di Vicenza, deputato ed europarlamentare del Partito democratico e candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione.

Un accostamento assolutamente casuale, dovuto solo alla concomitanza del periodo di affissione dei due manifesti e al fatto che l’Armony ha clienti che arrivano anche dalla “sinistra Po”, anche per feste di addio al celibato, e quindi la direzione del locale ha pensato bene di promuovere la festa per il compleanno, con il suo spettacolo con pornostar e la cena, anche in Veneto. Ma tanto è bastato che subito è scattata la provocazione, per quei due manifesti affiancati, da parte di esponenti della Lega, con tanto di seguito di commenti sessisti nei confronti della Moretti.

A scendere in campo è stato sabato Luca Morisi, lo spin doctor (esperto che lavora come consulente con finalità di propaganda) che gestisce la comunicazione del segretario federale della Lega Nord.

Provocatorio, Morisi ha postato sabato alle 16.05 su Facebook, su uno dei profili ufficiali di Matteo Salvini, l’immagine dei due manifesti affiancati. «Involontarie simmetrie (#ioscelgoZaia)», ha titolato la foto Morisi,proprio con riferimento all'accostamento tra il manifesto della candidata del centrosinistra alle regionali venete e la foto delle “pornostar” sul manifesto del locale bondenese. Il “post” è stato pubblicato sulla pagina “Matteo Salvini leader” e ha avuto anche l'apprezzamento del senatore della Lega Nord Gian Marco Centinaio, che ha messo “mi piace” così come altre 405 persone (il dato è di ieri alle 20). E ha scatenato commenti in serie, ma anche veri e propri insulti sessisti.

Intanto via Twitter è arrivata la replica di Francesco Nicodemo, componente del team per la comunicazione di Matteo Renzi, che invita Zaia a chiedere scusa. (al.vin)

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