Crac Coopcostruttori, tre giorni e tre notti per la sentenza
I giudici in camera di consiglio debbono valutare la richiesta di condanna per 124 anni di carcere per le bancarotte del Gruppo: il verdetto atteso per giovedì mattina
FERRARA. Il processo è finito, i giudici della Corte d’appello (Ghedini, Mori e Affronte) dalle 14 di oggi sono in camera di consiglio e impiegheranno tre giorni e tre notti per decidere sulla sorte dei 21 imputati del crac Coopcostruttori, per i quali la procura generale (pg Giancarlo Ruggiero) ha chiesto condanne per 124 anni.
Secondo le indicazioni fornite dai giudici stessi, il verdetto d’appello verrà letto nella tarda mattinata di giovedì.
Una sentenza bis per il crac della coop rossa di costruzioni più potente d’Italia, che risale ormai a 12 anni fa, e che inghiottì un miliardo di euro per oltre 10mila creditori.
Richiesta maggiore per i massimi dirigenti, 12 anni di pena, per Giovanni Donigaglia, Renzo Ricci Maccarini, Beppino Verlicchi e Giorgio Dal Pozzo: in primo grado furono condannati a pene tra 4.6 anni e 3 anni. Pene (richieste) di 8 anni per i tre responsabili delle società di revisione tutti e tre furono assolti in primo grado: sono Sergio Luigi Cerioli (Ria), Giovanni Bragaglia (Uniaudit) e Carlo Colletti (Reconta). Per i sindaci del Gruppo Coop, richiesta pene graduali: 5 anni per Mauro Angelini (3.6 in primo grado), Sante Baldini (3 in primo grado) e Angelo Adamini, Viliam Brusi, Roberto Andreotti (assolti a Ferarra), non doversi procedere per Achille Calzolari perchè deceduto. Tre anni di richiesta pena, agli imputati minori: Valentino Ortolani (3.2 anni di condanna in primo grado come presidente Cda fino al '97), Pier Luigi Viola, Gianni Cervellati ed Elis Fazi (consiglieri di amninistrazione di Cir) e per i tre procuratori speciali Luca Mazzoni, Giampaolo Venturi e Antonio Negretto, Giorgio Coatti, e Claudio Assirelli del cda di Progresso (tutti assolti in primo grado).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
