Gli propose la società e raggirò l’operaio
Erano accusati di aver raggirato e minacciato un operaio della Vm in cassa integrazione che aveva cercato una via d’uscita al suo stato di difficoltà, mettendo in società con loro, in una...
Erano accusati di aver raggirato e minacciato un operaio della Vm in cassa integrazione che aveva cercato una via d’uscita al suo stato di difficoltà, mettendo in società con loro, in una cooperativa. Invece alla fine, l’operaio dopo aver versato diversi assegni si è ritrovato vittima del raggiro per 9.800 euro e ieri il giudice Debora Landolfi ha sentenziato che solo uno dei tre imputati è responsabile di quei raggiri: Felice Fusco è stato condannato ad una pena di 2 anni e 6 mesi, la moglie Rosa Esposito e un altro conoscente, Claudio Tuberto, invece sono stati assolti perchè non è stata raggiunta la prova (in gergo tecnico è il secondo comma dell’assoluzione). Mentre per loro il pm onorario Stefano Antinori aveva chiesto pene graduate da 3 anni (Tuberto), 2 anni e 4 mesi (Fusco) e 2 anni per la Esposito. Si è chiusa così una vicenda che risale a diversi anni fa quando la vittima, un operaio della Vm in cassa integrazione pensò di mettersi in proprio in una ditta di trasporti con i tre che lo hanno circuito, (il reato contestato era proprio la circonvenzione di incapace).
Perchè la sua condizione psicologica in quel momento di dificoltà lo aveva reso vulnerabile e soprattutto impressionabile viste le minacce ricevute (secondo il suo racconto diventato poi una denuncia). Il raggiro sarebbe consistito proprio nell’approfittare di questa sua situazione di disorientamento che lo portò a sborsare i soldi. La difesa di Fusco dopo la condanna di ieri ha già annunciato ricorso in appello, in attesa della motivazione della sentenza che si leggerà tra 60 giorni. (d.p.)
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