Petrolchimico più ‘pulito’ Addio pure all’inceneritore
Syndial ha già speso 30 milioni in bonifiche, l’anno prossimo sparirà l’ex Cte1
Procedono le bonifiche nel petrolchimico e Syndial, la società pubblica che ha ereditato cento ettari di aree in dismissione ex Eni, ha calcolato di averci già speso 30 milioni. «Entro il 2015 completeremo l’analisi di rischio, un lavoro molto impegnativo compiuto con l’università di Bologna, che ci consentirà di rendere subito disponibili una quarantina di ettari e avviare la bonifica del resto - rende noto l’amministratore delegato Giovanni Milani - Contiamo di spendere altri 20 milioni». L’operazione di maggior impatto sul “terreno” è stato, qualche mese fa, la demolizione dell’inceneritore ex Monteco, uno degli impianti specializzati nella distruzionee di scorie industriali: l’area è appunto sottoposta all’analisi di rischio, la demolizione in se è già costata 1,6 milioni e ha prodotto 4.740 tonnellate di residui, delle quali 950 di metallo. In aprile si avvierà la sperimentazione di una procedura di bonifica attraverso l’iniezione in un terreno Syndial di composti organici in grado di degradare sostanze inquinanti, con la supervisione dell’Arpa, che, se funziona, sarà impiegata su vasta scala. Già messe in sicurezza due discariche dismesse, con la procedure dell’ex torce ormai chiusa e l’ex Monteco che è alla fase della specifica tecnica. Nel settembre scorso si è conclusa anche la bonifica del cumulo antropico ex Versalis. Entro il 2016 è prevista invece la demolizione della centrale dismessa Cte, mentre sarà riqualificato l’edificio che ospita il laboratorio: 5,5 milioni d’investimento, garanzia di radicamento.
Syndial opera in 20 siti italiani, dei quali 17 vincolati alle procedure ministeriali, e Ferrara è un po’ il suo fiore all’occhiello: «Qui c’è da “battagliare” con le istituzioni locali ma poi i risultati si vedono, la bonifica è considerata un investimento - rileva Milani - Spesso usiamo Ferrara come esempio virtuoso». (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA