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La protesta dell’Usb

«Tper, no alle esternalizzazioni»

«Tper, no alle esternalizzazioni»

Il sindacato: l’adesione allo sciopero è stata del 70%

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Uno sciopero contro «chi mira a privatizzare il trasporto pubblico e a demolire i nostri contratti e i nostri residui diritti conquistati in anni di lotte» è stato quello organizzato nella mattinata di ieri dal sindacato di base Usb, che con qualche decina di suoi aderenti si è ritrovato per un presidio sotto lo scalone di piazza Municipale. I lavoratori criticano Tper «che continua a sostenere l’ipotesi di esternalizzare un milione di chilometri regalandoli ai privati». L’azienda vorrebbe contenere i costi sul bacino provinciale dove, sottolinea Usb, «si continua a gettare sulle spalle degli utenti e dei lavoratori la mancanza di investimenti, tagli al servizio, eliminazioni ed accorpamenti di linee urbane con la folle decisione del Comune di utilizzo di bus piccoli impiegati nella linea 11». Non piace la scelta di concedere 10mila euro a 25 lavoratori che decidano di trasferirsi a Bologna per un periodo di 40 mesi, con l’obiettivo di raggiungere un equilibrio tra costi e ricavi e incrementare la redditività del bacino di Ferrara. Chiamati in causa anche i Comuni (“avrebbero dovuto versare un contributo a Tper pari a venti centesimi a chilometro, invece ne hanno versati appena cinque”) e Cgil-Cisl-Uil firmatarie di un accordo due mesi fa: «Sono complici – attacca Usb – del noto giochino per cui sottorscrivendo quell’accordo senza l’approvazione dei lavoratori hanno permesso che paghino sempre i soliti noti per decisioni che calano dall'alto. L’adesione è stata del 70% ». (f.t.)

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