Il premio Foschini, unione di impresa e accademia
Il riconoscimento è andato a Fotios Pilitsis per una tesi di grande valore L’iniziativa interamente finanziata da LyondellBasell è giunta alla XXIII edizione
Il premio “Giorgio Foschini”, dedicato al chimico ravennate che lavorò - fino ad assumerne la direzione - al centro ricerche Giulio Natta del Petrolchimico dal '63 al '91, è giunto ieri alla XXIII edizione. Interamente finanziato da LyondellBasell, viene assegnato a uno dei laureati che ogni anno svolgono il corso semestrale di alta formazione International Moplen School dell'Università La Sapienza di Roma. «Mettiamo insieme impresa e accademia per davvero» ha rivendicato la direttrice del corso Maria Cristina Annesini, mentre il direttore del centro Natta Gabriele Mei ha ricordato che tra le attività vi sono «lezioni tenute in laboratorio da docenti che arrivano qui da Roma e non solo». I sei mesi sono infatti trascorsi fra lezioni, seminari e turni di lavoro sugli impianti pilota del nostro polo chimico. Il carattere internazionale del corso è evidente: dei sei partecipanti all'edizione 2014, solo due erano italiani (e ben cinque erano le donne). Yoko Mizutami proviene infatti dal Giappone, Daniela Saenz Alonso dal Messico, Eun Hae Kang dal Messico, Fotios Pilitsis dalla Grecia. Il nostro paese è stato rappresentato da Marta Albé e Giorgia Panno. Un comitato scientifico composto da Gianna Foschini Borghesani, dalla stessa Annesini, dai ricercatori a La Sapienza Stefano Cerbelli e Maria Laura Santarelli, nonché Gabriele Mei, Claudio Mingozzi e Nicolò Arich De Finetti di LyondellBasell ha assegnato il premio a Fotios Pilitsis, autore di una tesi su importanti dettagli di processo utili alla progettazione dei reattori di polimerizzazione in fase gas.
Gabriele Rasconi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
