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Ferrara diventa capitale del turismo urbano

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Si svolgerà il 19 e 20 aprile la 12ª edizione delle Giornate europee del commercio L’impegno di Confesercenti. L’assessore Serra: un riconoscimento per la città

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Se alcune delle precedenti dodici edizioni si sono svolte in città molto importanti come Roma, Barcellona e Strasburgo, quella del 2015 tocca proprio a Ferrara. Appuntamento al 19 e al 20 aprile per le Giornate europee del commercio e del turismo urbano: un momento di approfondimento delle tematiche relative a questi due importanti settori dell’economia. «Possono esserne il motore di rilancio. In Italia abbiamo numerose ed eccezionali città d’arte da far vivere al meglio. La crisi si è fatta sentire: nel solo 2014 in Emilia Romagna si è avuto un decremento di 1.311 imprese in questo campo. Tuttavia la strada da seguire è la valorizzazione delle eccellenze, duranti il convegno porteremo dati e valutazioni precise», spiega Stefano Bollettinari, direttore regionale di Confesercenti e presidente di Vitrines d’Europe, raggruppamento di associazioni europee del commercio e della piccola e media impresa. Dopo l’inaugurazione del 19 in municipio, il giorno successivo si entra nel vivo. A Palazzo Diamanti, proprio quando partirà la mostra “La rosa di fuoco”, si riuniranno amministratori pubblici e imprenditori provenienti da diversi paesi. Quattro le sessioni di lavoro: ruolo di turismo e cultura nello sviluppo commerciale delle città; commercio elettronico, tecnologie e competenze; promozione del commercio urbano; fondi strutturali europei 2014-20 come opportunità. Al termine sarà stilata la Carta di Ferrara, concentrata in modo particolare sul turismo culturale e urbano.

L’iniziativa ha il supporto di Comune e Camera di Commercio di Ferrara. «E’ un bel riconoscimento al tipo di città che siamo e che rappresentiamo a livello nazionale e non solo, oltre che un bel momento di promozione e vetrina», commenta l’assessore al commercio Roberto Serra.

A parere del segretario generale camerale Mauro Giannattasio, «serve una rivoluzione culturale per guardare oltre i confini della propria azienda e capire che i fondi e gli strumenti comunitari sono fondamentali, così come per capire che non è un errore pensare che l’innovazione non riguardi il piccolo commercio». Per il direttore provinciale di Confesercenti Alessandro Osti «le imprese vanno aiutate a evolversi e non a estinguersi; purtroppo siamo di fronte a una politica che l’economia è costituita in larga parte da microimprese, preferendo guardare a quelle grandi».

Fabio Terminali

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