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Goro resta in silenzio e aspetta la verità

Goro resta in silenzio e aspetta la verità

Omicidio Branchi: un intero paese in attesa che gli inquirenti arrivino a dare un nome a chi ha ucciso Willy

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GORO. Sono passati quattro mesi da quando il caso Branchi è stati riaperto grazie alla forza della famiglia e alla ferma volontà di arrivare alla verità. Martedì il procuratore capo Bruno Cherchi e il pm Giuseppe Tittaferrante hanno fatto il punto sulle indagini: gli inquirenti vogliono riesumare il corpo di Willy e cercare tracce biologiche di chi ha ucciso, considerato anche che sono stati trovati anche segni sul portafogli del ragazzo. Un’impronta per l’esattezza, che dovrà essere comparata con la possibile riesumazione del corpo del giovane ucciso, alla ricerca di eventuali tracce biologiche di chi aggredì e uccise il ragazzo.

Davanti alla notizia, Goro resta in silenzio. Un silenzio come sempre composto, capace però di farsi sentire nei momenti opportuni, come quando tutti uscirono dalle case per partecipare alla memorabile fiaccolata. «Non abbiamo molto da dire - fanno sapere dal porto - non possiamo fare altro che aspettare, con la speranza che questa storia veda una fine, fine che deve coincidere solo con la verità». «Goro come sempre è vicina alla famiglia - commenta il sindaco Diego Viaviani - ed appoggiamo qualsiasi scelta voglia fare per arrivare a vedere finalmente la luce». E aggiunge, «gli inquirenti fanno molto bene il loro dovere, sanno come muoversi e sono convinto che prima o poi si farà giustizia. Abbiamo voglia di verità. Forse parliamo poco, ma non conosciamo l’omertà e lo abbiamo dimostrato. Non sarà facile considerato che il fatto è successo decine di anni fa, ma molto probabilmente i mezzi oggi a disposizione degli inquirenti possono aiutare». Insomma, si resta ancora col fiato sospeso. Ognuno ha i suoi sospetti, la sua ricostruzione dei fatti e la famiglia è decisa più che mai a dare un nome a colui o a coloro che quella notte hanno messo fine alla vita di un ragazzino, senza che ve ne fosse una ragione. Se mai una ragione possa esistere a sostegno di tanta violenza.

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