Anche un’auto a noleggio per la rapina
Gli sviluppi delle indagini che hanno permesso di catturare i due banditi che hanno assaltato la Carife di Argente
ARGENTA. È una caccia senza quartiere quella intrapresa dai carabinieri di tutto il territorio nazionale per arrestare il terzo uomo della banda che, martedì pomeriggio, ha assaltato la filiale argentana della Carife, scappando con 16mila euro. Dei tre della banda, due sono stati arrestati a Villa San Giovanni, pronti per la traversata dello stretto di Messina. Poco più di dodici ore dopo la rapina, i due banditi erano comodamente su un taxi, convinti ormai di averla fatta franca. Invece, gli investigatori del Norm della compagnia di Portomaggiore in collaborazione con i colleghi di Argenta, avendo fornito le loro generalità ai loro colleghi in Calabria, ne hanno permesso l'arresto. Un’indagine lampo dei militari dell'Arma che è riuscita a far luce sulla rapina, nonostante la banda di escursionisti del crimine avesse studiato nei minimi dettagli il colpo. Agli inquirenti sono bastate una falla nel piano della banda e la collaborazione di un cittadino per arrivare ai rapinatori.
Ieri, il giorno dopo l’’arresto dei due banditi, ad Argenta non si parlava d'altro. Tanti commenti, tutti positivi, nei confronti della persona che, vedendo il trasbordo dei tre individui con un borsone dalla Fiat Uno a una Bmv berlina, ha subito annotato il numero di targa anche senza essere riuscito a registrare l'ultima lettera. Poi si è recato subito al comando della polizia municipale per segnalarlo. Di qui l'immediata ricerca che ha permesso di risalire al proprietario della Bmv, scoprendo che l’auto era stata noleggiata. Immediatamente l’informazione è stata girata al Norm di Portomaggiore,che ha concentrato le indagini proprio sull’auto, di cui nel frattempo era stato denunciato il furto. Mettendo a confronto una serie di dati , gli investigatori dell'Arma sono arrivati ai nomi e cognomi dei due. E sempre ieri mattina, c'è stato chi, ad Argenta, si è chiesto del perché un ispettore della polizia municipale, presente in via IV novembre a piantonare la Fiat Uno, avesse la pistola d'ordinanza in pugno. Il motivo è presto detto; siccome i rapinatori, nello scendere dalla Uno per salire sulla Bmv - che poi ha imboccato il senso vietato davanti al Gelatone -, hanno perduto dal borsone delle banconote per un totale di 600 euro, il vigile, prudentemente e non escludendo che questi potessero tornare indietro per riprenderseli, si è tutelato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
