«Ci piace ma servono più spazio e sedie»
Ex S. Anna, buoni giudizi dell’utenza per l’esordio del nuovo Centro prelievi. I dirigenti dell’Asl: risolveremo i problemi
«Tutto bene, tranne i posti a sedere. Sono troppo pochi», commenta aspro Marco Zucchini e se la prende in modo un po’ colorito «con chi ha progettato il nuovo Centro prelievi senza capire che con questo afflusso di persone c’era bisogno di uno spazio più ampio». Un giudizio tranchant che non ha trovato molti altri riscontri ieri mattina tra gli utenti in attesa, che assieme a qualche critica hanno evidenziato diversi miglioramenti rispetto al passato. Con Zucchini però in tanti si sono detti d’accordo su un punto: «Il numero dei posti a sedere dovrebbe essere aumentato».
Un suggerimento colto al balzo dai dirigenti dell’Asl, Michele Greco e Sara Castellari, ieri nel ruolo di osservatori pronti a captare gli umori e i consigli utili forniti direttamente dall’utenza. Per due ore hanno seguito i circa 250 cittadini, metà prenotati metà no, che hanno affollato la nuova sede del servizio nell’ex Sant’Anna di corso Giovecca, dove sta sorgendo la nuova Casa della Salute di Ferrara. Poi hanno collezionato lamentele e lodi e dopo un veloce consulto hanno annunciato l’intenzione di procedere ad un paio di aggiustamenti: «Migliorare la segnaletica e aggiungere qualche altra fila di sedie nelle sale d’attesa. I dati che stiamo raccogliendo - ha spiegato Greco - ci serviranno ad impostare meglio l’organizzazione del centro. I locali attualmente non utilizzati, in fondo al blocco 3, potrebbero consentire un ampliamento della superficie da adibire al servizio, ma per questo bisognerà fare una valutazione tecnica. La faremo a breve». L’idea è di riportare il servizio al più presto possibile verso la capacità di ‘crociera’ consolidata negli anni: 350-400 prestazioni al giorno fra prenotati e non.
Un flusso più sostenuto di quello registrato ieri che rischierebbe di mettere in difficoltà (per la ristrettezza degli spazi) chi si deve mettere in coda per il prelievo mattutino. Anche perché, nonostante l’Asl abbia definito orari di accesso differenziati, il più delle volte questi vengono ignorati dall’utenza che invece di scaglionarsi nell’arco di circa un’ora e mezza (dalle 7 alle 8.40) tende a presentarsi fra le 7 e le 8 con il rischio di ingrossare le code verso la galleria (l’anello) e di lasciare in piedi la maggior parte dei convenuti. Qualcuno ha notato, come Marco Marchetti, che il bancone dell’accettazione «è ribassato e quindi sarebbe più comodo sedersi mentre si parla con il personale e si consegna la documentazione».
«Ma l’altezza del bancone è a norma - sottolineava il dirigente Michele Greco - e non so se potremo far sedere le persone davanti all’accettazione perchè quelle seggiole costituirebbero un ostacolo per chi deve entrare nella sala della reception». Paola Zecchi ieri è arrivata senza prenotazione ma ha promosso la nuova sede: «Spazi più ampi rispetto al passato e nessuna difficoltà nel reperire il parcheggio». «Dovremo abituarci al nuovo sistema - è l’opinione di Gabriella Corticelli - ma rispetto a com’era organizzato in via Cassoli il nuovo centro mi sembra più funzionale, soprattutto per gli spazi». In tanti ricordano che «lì certi giorni si stava pigiati come le sardine». Soddisfatti anche Andrea Mazzoni e Sandro Valieri: «No, non è stato difficile orientarsi - risponde quest’ultimo - il cartello che segnala il Settore 3 è ben visibile e anche col posto auto non ho dovuto tribolare». Un dettaglio valutato positivamente dall’utenza. A questo proposito è bene ricordare che oggi è possibile entrare nell’area dell’ex Sant’Anna, dove si può cercare un posto, ma in futuro l’accesso sarà regolato in modo più rigoroso. Nella sala d’attesa il medico Enrico Zilli consegna le provette, poco più avanti Manuela Colombi e Micaela Pandini, rispettivamente infermiera e coordinatrice, assistono chi entra ed esce dagli ambulatori. E’ contenta di non aver dovuto girare troppo per cercare uno stallo per l’auto Laura Pantaleoni che elogia anche «la buona collaborazione del personale» e condivide il parere con Maria D’Andrea e Assunta Limone. (gi.ca.)
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